Inter, efficienza da scudetto: Lautaro-Pio Esposito show e difesa blindata
L’Inter ha rotto il fiato e corre. I nerazzurri nella maratona scudetto non si fermano e ottengono il massimo con il minimo sforzo. La trasferta di Udine poteva creare qualche grattacapo per mille motivi. Invece la squadra di Chivu ha alzato la voce, timbrando il secondo 1-0 di fila pesante come il granito. “Il lavoro è iniziato da questa estate consapevoli che dobbiamo migliorare sempre per essere la versione migliore di noi in ogni momento della gara e della stagione”. Dichiarazioni di forza e responsabilità. Ciò che Chivu ha sempre chiesto e ottenuto dal suo approdo in nerazzurro. Con la certezza di avere ancora una volta dei leader affamati di vittoria. A partire dal capitano della squadra.
Lautaro Martinez segna quando conta di più. L’argentino infilza ancora l’Udinese e porta la squadra di Chivu sempre più in alto, tenendo a debita distanza il Napoli, vittorioso 1-0 contro il Sassuolo. Lo scontro diretto allo stadium contro la Juventus dirà quanto gli azzurri potranno ancora inseguire il treno scudetto. Aspettando il Milan, impegnato questa sera contro il Lecce, i nerazzurri battono un altro colpo regolando 1-0 l’Udinese. Sponda di Pio Esposito, serpentina del dieci, esterno destro all’angolino. Un flash da capocannoniere, sempre più in sintonia con il gigante di Castellammare di Stabia, più assist che goleador. La ThuLa rischia di essere oscurata dal classe 2005. Questo è il terzo assist in campionato di Pio Esposito per Lautaro, a suo agio nel girare attorno al numero 94 per trovare la via del gol. Nessuno ha servito più assist ad un singolo giocatore e il tandem d’attacco sta oliando i suoi meccanismi. Se l’Inter marcia, però, lo deve soprattutto al suo pacchetto arretrato.
Nelle ultime nove partite i nerazzurri hanno subito solo quattro gol, due nello scontro diretto con il Napoli. Il calcio è lo sport meno scientifico di tutti ma sono questi dati a raccontare il primato dei nerazzurri, capaci dopo il derby di blindare sempre di più la porta di Sommer. Chivu sembra aver trovato la giusta alchimia. Nella linea di fiera ma anche nell’atteggiamento di squadra. Oggi l’Inter difende partendo dagli attaccanti, con un baricentro alto e senza paura di esporsi al contropiede. I pericoli arrivano per lo più da qualche leggerezza nella gestione del pallone - vedi Barella su Davis a Udine - per il resto tutto sembra chiuso a compartimenti stagni. Martedì arriva l’Arsenal. Un banco di porta diverso, per non complicare la qualificazione in Champions League.











