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Morte Commisso, l'aneddoto di Zazzaroni: "La vita di Rocco sta nelle lacrime di papà Bove"
All’indomani della morte del presidente della Fiorentina Rocco Commisso, il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni gli ha dedicato un editoriale tra le colonne del quotidiano. Queste le parole del giornalista: “Era un tipo battagliero, non amava gli ostacoli, ma ne ha incontrati un numero antipatico nella sua Italia. Squadra e strutture, strutture e squadra, questo aveva in testa: il gioiello, il Viola Park, uno dei centri più belli d’Europa; il rimpianto, lo stadio che non gli hanno permesso di costruire come l’avrebbe voluto. Commisso capì immediatamente che l’Italia non era l’America dove s’era conquistato credibilità, riconoscibilità, ricchezza, e che da noi i progetti si scontrano con la politica, la burocrazia, l’invidia. Ha lottato, s’è stufato, ma si è arreso soltanto a una lunga malattia”.
Poi ricorda il giorno del closing con il passaggio di proprietà dalla famiglia Della Valle: “La sera di giugno di sette anni fa in cui Diego Della Valle decise di vendere a Rocco Commisso ero ospite a cena del proprietario della Fiorentina nell’appartamento ricavato nell’elegantissimo Palazzo Tod’s in Corso Venezia, a Milano. Un caso, o forse no. Intorno a mezzanotte Della Valle, che aveva risposto a quattro o cinque chiamate, alzò improvvisamente la voce: «Rocco, il prezzo è quello e quello resta!». Poi ci sorrise. Commisso pagò la Fiorentina fino all’ultimo euro. La voleva”.
Infine, l’aneddoto della telefonata avuta ieri con il padre di Edoardo Bove, Giovanni: “Mi ha telefonato per annunciare che il figlio sarebbe andato al Watford. Dopo le prime parole, singhiozzando, ha detto: «Per me oggi è un giorno molto particolare, è morto un uomo meraviglioso che per noi ha fatto tanto». Non è riuscito a proseguire. È anche grazie a Commisso che ieri, proprio ieri, Edo è tornato al calcio, alla vita”.
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