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Il preparatore Fiorini: "Non vorrei che l'Europa abbia scombussolato i piani della Fiorentina"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 21:41Serie A
di Dimitri Conti

Il preparatore Fiorini: "Non vorrei che l'Europa abbia scombussolato i piani della Fiorentina"

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Il preparatore atletico Stefano Fiorini è stato intervistato da Radio FirenzeViola e gli è stato chiesto conto delle difficoltà di carattere atletico che sta esibendo la Fiorentina nel corso di questa sua stagione: "Nelle ultime partite, a vedere le prestazioni in campo non stanno benissimo. Ieri li ho visti dal vivo e non mi hanno fatto una gran bella impressione: poche accelerazioni, pochi sprint, pochi cambi di passo. Probabilmente un po' per le caratteristiche dei calciatori e un po' perché verosimilmente non si spinge sull'acceleratore. Credo comunque che ci sia un problema comune per tutto il calcio italiano". Possibile che la Fiorentina paghi il richiamo di preparazione dopo i problemi avuti con Pioli? "Sicuramente questa stagione, da quel punto di vista lì, nasce male. Mi sembrava, vedendo le prestazioni della squadra, che ci fosse stata una inversione di tendenza. Rifare la preparazione è un termine non corretto perché non si parla più di periodo preparatorio ma di stimoli continui. Quando è arrivato Vanoli la squadra era probabilmente sotto stimolata da un punto di vista fisico e quindi, come si disse anche ai tempi, non era difficile riportarli a una buona condizione perché bastava avere un minimo di accortezza di non produrre troppi carichi, stimolando i giocatori gradualmente e in forma crescente. Dai risultati del campo sembrava che fosse andato tutto per il verso giusto, al di là dei risultati finali della singola partita. La squadra era competitiva fino all'ultimo minuto". E quindi dove si può ritrovare la mancanza di brillantezza della Fiorentina? "Io non vorrei che il doppio impegno settimanale abbia scombussolato un po' i piani e abbia costretto lo staff a rivedere i piani. Quindi per preservare i calciatori, si tende a gestire la parte in campo senza grossi stimoli. Non vorrei che il doppio impegno abbia alterato tutta la loro programmazione settimanale. Tra l'altro c'è stato anche il viaggio in Polonia che è stato impegnativo. Sono cose che turbano un equilibrio e io sinceramente, mi sarebbe piaciuto pensare di andare avanti in Conference. Perché poteva alleviare i traumi di questa stagione, però forse il rischio di perseguire quell'obiettivo ci fa perdere di vista quello che è l'obiettivo fondamentale della salvezza". Che è successo a Gosens? "Quando un calciatore subisce un infortunio muscolare a metà stagione come lo ha subito lui che è stato fuori più di sei settimane, tornare ai livelli precedenti non è facile. Se uno non si sente in grado di sprintare evita di farlo. E un altro segnale su Gosens, è che uno che ha grande tempismo sul colpo di testa e non si vede più colpire, neanche in difesa". Per l'intervento integrale, ascolta il podcast