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Campioni insieme al Leicester, oggi Ulloa attacca Ranieri: "Come persona un disastro"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 13:46Serie A
di Dimitri Conti

Campioni insieme al Leicester, oggi Ulloa attacca Ranieri: "Come persona un disastro"

Leonardo Ulloa va all'attacco di Claudio Ranieri, nonostante i due abbiano vinto assieme lo storico e indimenticabile campionato di Premier League del 2016 con il Leicester. L'ex attaccante argentino ha infatti parlato al podcast Offsiders, rivelando di aver vissuto momenti di grande tensione con il suo ex allenatore. Ha raccontato, infatti, Ulloa: "Come allenatore Ranieri è molto bravo, come persona un disastro. Eravamo a Los Angeles, avevo due offerte da parte di club di Premier League che mi avrebbero raddoppiato l'ingaggio e permesso di giocare, cosa che al Leicester non succedeva. Perché siamo diventati campionati, ma io non giocavo. Allora mi siedo con lui e gli dico: 'Claudio, ho queste due offerte per andarmene altrove a guadagnare di più'. Lui però mi risponde: 'No, Leo, voglio che tu resti con me perché mi servi. Quest'anno faremo la Champions League, il campionato e le coppe nazionali, avrai molto più spazio in campo'. Quindi mi disse che non avrebbero preso nessuno, ma l'ultimo giorno di calciomercato in Inghilterra sbam, 30 milioni per Slimani". Prosegue e conclude quindi nel suo racconto Ulloa: "Allora gli ho detto che non ci stavo, sono andato nel suo ufficio e mi ha risposto che non lo sapeva, che era una questione riguardante il club. Gli ho detto un bel po' di cose. Lui in realtà voleva che rimanessi perché Slimani e Mahrez a metà stagione sarebbero partiti per la Coppa d'Africa. Quando me ne sono reso conto, sono andato da Ranieri a dirgli: 'Non giocherò mai più per te, né ora né a dicembre quando avrai bisogno di me'. Da quel momento in avanti, le cose hanno iniziato ad andare a rotoli. Non è stato il Leicester a trattarmi male, ma Ranieri. Gli ho detto che me ne sarei fregato, praticamente ho smesso di allenarmi e ho iniziato a sentire fastidi ai quadricipiti. Ho rispettato i miei programmi con la società ma non mi sono allenato. Prima, ero stato a parlare con i leader dello spogliatoio, spiegando che non era contro di loro o una questione per il gruppo, ma che non avrei più voluto giocare per quell'allenatore e che non avrei voluto saperne più nulla".