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Ariedo Braida rivela: "Sono stato a un passo dal portare Zaniolo al Barcellona"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 21:10Serie A
di Dimitri Conti

Ariedo Braida rivela: "Sono stato a un passo dal portare Zaniolo al Barcellona"

Il dirigente sportivo Ariedo Braida, oggi vicepresidente del Ravenna, è stato intervistato da Il Messaggero Veneto in vista della partita tra Udinese e Milan, una sorta di partita del cuore per lui: "I Pozzo hanno creato una magia chiamata Udinese, sono un esempio per tutto il calcio italiano chiamato a uscire dalla crisi". Quindi Braida spende anche qualche parola sulle difficoltà offensive del Milan: "La squadra deve essere modificata tatticamente, è evidente. Bisogna correre ai ripari adesso, in vista della prossima stagione, se il Milan vorrà tornare competitivo in Italia e in Europa. Se pensiamo che considerano Lewandowski, capiamo bene la situazione". E ancora, aggiunge: "Il Milan è un punto d'arrivo per pochi, non per tutti. Se non dimostri di essere all'altezza, riparti presto verso altri lidi". Braida allora si sofferma pure sull'Udinese e su alcuni dei suoi protagonisti, come per esempio il centravanti Keinan Davis: "Potenza notevole, trovare oggi punte di questo spessore è difficile, credetemi: devi girare per pescare qualcuno così". Una scommessa vinta dall'Udinese è certamente stata Zaniolo: "Lo conosco molto bene, sono stato a un passo a portarlo al Barcellona: è passato del tempo, ma desidero dirgli di non sprecare più il suo talento". L'Udinese la scorsa estate sembrava vicina a una cessione della maggioranza del pacchetto societario a un fondo americano: "Gianpaolo Pozzo sa cosa penso della loro gestione, ho la confidenza per dirgli che deve tenere la società. Per venderla a chi, poi? Chi ha avuto la sua passione, negli ultimi quarant'anni? Sono eccellenza e orgoglio del Friuli: capisco che ci sono i quattrini di mezzo, poi". Qualche parola Braida non può non spenderla anche a proposito della crisi del movimento calcistico in Italia, dopo la terza qualificazione mancata ai Mondiali: "Nessuno ha la bacchetta magica, il problema del nostro campionato non sono gli stranieri ma i pochi italiani che giocano. Proporrei una scuola per istruttori di calcio permanente, preparando gli insegnanti a istruire gli allievi. Una base indispensabile, costruendo poi accademie e centri di formazione come proposto dal compianto presidente Tavecchio. Servono idee e uomini di spessore, come ha fatto la FIFA che ha acquisito Arsene Wenger. Ex giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti". Come ct si è di fatto autocandidato Conte: "Non ha bisogno di essere presentato. Tornando da ct farebbe pesare il fatto di essere un allenatore importante e di alto livello".