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Le plusvalenze alla Juventus, il Milan sfumato, ora solo la Fiorentina: parola a Paratici
Il mondo Fiorentina nelle scorse ore si è fermato ad ascoltare, anzi a leggere, quanto dichiarato dal suo nuovo responsabile del calciomercato dallo scorso febbraio, il direttore sportivo viola Fabio Paratici, intervistato dal Corriere della Sera.
Paratici ha ricordato a tutti come questo finale di stagione per la Fiorentina sarà di sofferenza, soprattutto per raggiungere la salvezza, e ha guardato però anche al futuro. Concedendosi per esempio una battuta su due pezzi pregiati della squadra viola in vista della prossima sessione estiva di mercato: "Spero che riusciremo a trattenere Kean, ha una clausola d’uscita importante ma in Europa ne conoscono il valore. E aggiungo il nome di Fagioli, un centrocampista da Barcellona che gioca in Italia". Prima aveva anche smentito cessioni del club da parte di Commisso.
L'intervista di Paratici al Corriere della Sera però ha toccato anche altri aspetti. Come per esempio quello legato al suo possibile ritorno in Serie A già in estate, prima che sfumasse la trattativa con il Milan: "Non eravamo in trattativa. Avevamo chiuso. Due volte nel giro di quindici giorni, mancava solo la firma. Poi mi hanno detto che non se ne faceva più niente. C'è stato lo zampino di Marotta? Non so, non credo, lui ha smentito. E di certo non l’ho chiamato, cosa potevo dirgli? Acqua passata, la mia storia è Firenze. Io non ho problemi, anzi, ho imparato talmente tanto da lui…".
C'è stata poi anche l'occasione per Paratici di tornare sulle plusvalenze ai tempi della Juventus e sulla squalifica che gli è stata comminata: "Non mi sento colpevole di nulla. Premesso ciò, è stata un’esperienza molto pesante perché l’indagine penale è durata cinque anni e mezzo, e per sostenerla è stato necessario essere forti. Sono stato condannato per una strategia tecnico-finanziaria che ha riguardato molti nazionali, le cito Rovella, Orsolini, Spinazzola. È stato applicato un principio contabile mai visto prima e che sto aspettando di rivedere: negli atti si parla di questo e non di plusvalenze gonfiate, come si racconta".
In generale Paratici ha dato una fotografia molto positiva dei suoi anni alla Juventus: "Eravamo vent’anni avanti tutti gli altri. Un presidente visionario, un direttore sapiente, il talento che mi riconosco nel “vedere” i calciatori, gli allenatori più preparati, i giocatori più seri. E le difficoltà delle milanesi nel gestire il declino delle grandi famiglie proprietarie, questo va detto".
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