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Spalletti, gioia Juve. Immobile punge la Lazio. Alvini e Bove da Trento: le top news delle 13

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Andrea Piras
Oggi alle 13:00Serie A
autore Andrea Piras
04.10.2026 13:00Serie A
www.imagephotoagency.it
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Lunga intervista concessa all'edizione odierna di Tuttosport da Luciano Spalletti. Il tecnico della Juventus ha raccontato: "Alla Roma ho allenato una tifoseria, a Napoli alleni una città. All’Inter una tradizione, in Nazionale un popolo. Alla Juve alleni invece una mentalità: è la storia del calcio. Qui c’è la modalità Juventus: non è solo un’emozione impetuosa. È gioia, orgoglio e responsabilità: sono sentimenti che non mi lasciano mai solo. È l’intensità mai banale di tristezze esagerate e felicità travolgenti. Non devi vivere solo di calcio, ma di Juventus. Siamo in competizione col nostro livello e non con gli altri. Il nostro club è sinonimo di eccellenza calcistica, per questo l’interesse nei nostri confronti è globale. È un qualcosa di grandioso. Di grandissimo. Fare qualcosa che ti piace è libertà, essere felice di andarlo a fare è amore. Ci sono delle responsabilità altissime, certo: per noi sarà difficile, ma è un compito che mi prendo volentieri. Un sentimento? In realtà sì: qui mi sento felice e libero". Nella lunga intervista realizzata con il Corriere della Sera, l'ex attaccante e oggi capo delegazione della nazionale italiana Under 16, Ciro Immobile ha avuto modo di parlare anche dell'ultima, turbolenta, stagione vissuta alla Lazio. L'ex bomber, capace di segnare 207 gol in 340 partite in biancoceleste, pur evidenziando il suo splendido rapporto con Claudio Lotito non ha risparmiato qualche frecciatina per il modo in cui si arrivò all'addio. "Mi stavano accompagnando alla porta dandomi la mano" ha raccontato Immobile, che poi ha aggiunto: "Alla fine quella stessa mano l’ho alzata io e sono andato via, ma giuro che fino alla fine tra me e Lotito c’è stato un rapporto padre-figlio. Quindi il dispiacere era doppio: ho aperto la porta, ho tolto imbarazzi". Ultimo giorno per il Festival dello Sport edizione 2026, a Trento. Presso Palazzo della Regione è intervenuto - intervistato da Davide Chinellato nel panel "Welcome Back" - Edoardo Bove, ex centrocampista di Roma e Fiorentina, oggi al Watford ha raccontato del malore avuto in campo durante Fiorentina-Inter: "Non ricordo nulla di quel momento, mi sono svegliato in ospedale senza ricordi. Sono dovuto stare lontano dal campo per un po' e allora ho dovuto trovare cose da fare, come per esempio il documentario sulla mia vita (che uscirà a breve, ndr): davanti alla telecamera ho tirato fuori le mie emozioni, per uno introverso come me è stato più facile che parlare con la mia famiglia. Non voglio essere un modello, ho dato il permesso alle telecamere di entrare nella mia vita privata è solo per far vedere che difficoltà può vivere un ragazzo". Nel corso del Festival dello Sport è intervenuto anche Massimiliano Alvini: "C'è gente che al Fantacalcio ha schierato mezzo Como contro di noi? "Gli stessi miei figli al rientro a casa erano arrabbiati. Finita la partita chiamo mia moglie e lei mi dice: "Cosimo e Umberto non vogliono parlare con te, hanno messo tutti i giocatori del Como contro di voi al Fantacalcio". Io avevo suggerito loro di inserire Perrone...". Il tecnico del Frosinone ha poi parlato anche alla stampa presente: "Noi abbiamo un unico obiettivo, come ha detto oggi il presidente: ed è raggiungere la salvezza. Sarà difficile, sarà un viaggio lunghissimo. Ora sabato ripartiamo. I questo momento abbiamo fatto un percorso importante ma siamo consapevoli di quello ci aspetta. Non guardiamo ora se abbiamo fatto bene".

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