Alberto Malesani, il centenario, l'amore per la Fiorentina e la sua giornata da tifoso
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Redazione TMW
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09.10.2026 07:19Altre Notizie
Lontano dai cliché e dai privilegi del calcio moderno, Alberto Malesani si conferma un'icona di autenticità e anticonformismo, amatissimo dai tifosi della Fiorentina e dai campioni di ieri.
Federico De Luca 2026
In occasione delle celebrazioni per i cento anni della Fiorentina (festeggiati a fine agosto), l'ex tecnico viola Alberto Malesani ha regalato un racconto memorabile della sua giornata vissuta a Firenze, svelando un retroscena curioso sul suo personale modo di partecipare all'evento "da tifoso".
L'allenatore veronese, che guidò i viola nella stagione 1997-1998 sotto la presidenza di Vittorio Cecchi Gori e potendo contare su campioni straordinari come Gabriel Batistuta, Francesco Toldo e Manuel Rui Costa, ha spiegato di aver voluto fare una scelta insolita rispetto alle altre storiche leggende invitate dal club:
"Ho voluto fare un giorno da tifoso, cosa che mi mancava. Sono arrivato in treno alla stazione di Santa Maria Novella, preferendolo all'automobile, e ne ho approfittato per fare due passi e riscoprire la città, ripassando nei luoghi che frequentavo quando lavoravo lì. Dopodiché mi sono incamminato a piedi verso lo stadio".
Durante la camminata, Malesani è stato travolto dall'affetto del pubblico: un centinaio di tifosi viola lo ha riconosciuto e scortato fino al Franchi intonando cori dedicati a lui. il mitico coro: "E malesan, e Malesan e Malesan san san san san"
Il momento più esilarante del suo racconto, tuttavia, è legato proprio all'incontro con i suoi ex calciatori arrivati direttamente dal Viola Park e al rischio di perdere il treno del ritorno:
"Sono andato allo stadio e ho aspettato quelli che venivano dal Viola Park. Alla fine, però, avevo il treno di ritorno a Verona alle 21:17, mentre alle 20:50 dovevamo ancora entrare tutti quanti sul terreno di gioco. Io ero lì insieme a Batistuta e Toldo e gli ho fatto presente che dovevo scappare per non perdere la coincidenza".
A quel punto, data l'impossibilità di riuscire a raggiungere la stazione di Santa maria Novella a causa del traffico e l'ingorgo dei viali a causa dei lavori per la tramvia, , è stato decisivo l'intervento della tifoseria e di usare l'unico mezzo di trasposrto che a Firenze permette di muoversi agevolmente: il Motorino!:
"Ci ha pensato un tifoso. Gli ho letteralmente scroccato un passaggio e mi ha riportato di corsa alla stazione di Santa Maria Novella in motorino, permettendomi di prendere il treno in tempo".
Un aneddoto che conferma il profondo e intatto legame emotivo che unisce la piazza fiorentina all'ex allenatore e ai grandi miti dell'era Cecchi Gori.
Alberto Malesani un uomo semplice, uno come tutti
Le dichiarazioni di Alberto Malesani confermano appieno questo ritratto: un uomo autentico, rimasto fedele a se stesso e distante anni luce dai cliché del calcio moderno. Il suo legame con quella squadra straordinaria, e in particolare con Manuel Rui Costa, andava ben oltre il semplice rapporto professionale, cementato da una stima umana reciproca e profonda. Anche all'apice del successo, Malesani non ha mai smesso di considerarsi una persona comune. La scelta di raggiungere Firenze in treno da solo, di passeggiare tra la gente e di accettare un passaggio in scooter da uno sconosciuto pur di non perdere la coincidenza descrive perfettamente l'essenza di un tecnico anticonformista, umile e genuino. È proprio questa sua totale assenza di filtri e di superbia ad averlo reso, agli occhi dei tifosi fiorentini e degli appassionati di calcio, "uno di noi".Altre notizie
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