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Fiorentina, Vanoli: "Voglio una squadra libera di strafare. Atta ancora out, Ranieri in gruppo"

autore
Niccolò Righi
Oggi alle 13:03Serie A
autore Niccolò Righi
07.11.2026 13:03Serie A
Il tecnico dei viola parla in conferenza stampa nel giorno di vigilia della sfida contro la Juventus. Di seguito la diretta testuale di TMW
www.imagephotoagency.it
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Dopo il ritorno al successo contro il Sassuolo, la Fiorentina è chiamata a dare continuità e domenica al Franchi arriva la Juventus. A tal proposito oggi pomeriggio, alla vigilia della 11^ giornata in programma alle 20:45, Paolo Vanoli interviene alle 12:30 in conferenza stampa dal 'Wind3 Media Center' del Rocco B. Commisso Viola Park. Segui la diretta testuale su TuttomercatoWEB.com. Ore 12:35 - inizia la conferenza stampa Ha fatto capire ai nuovi l'importanza della partita contro la Juve? "Oggi voglio prima ricordare Rogora, simbolo di questa Fiorentina con il Secondo scudetto e mandare un pensiero anche alla tragedia sportiva di Jesus De Miguel. Venendo alla domanda, è la partita ma io parto dall'inizio. Il mio obiettivo è insegnare ai giocatori cos'è la Fiorentina e che quindi questa è la partita. Ma io ai ragazzi ho sempre detto che non so dove arriverò, ma che in campo sicuramente daremo tutto. Gli sto facendo capire con delle immagini cosa significa la gara contro la Juventus per Firenze. Ma in generale tutte le partite dobbiamo capire l'importanza della maglia che indossiamo". Quali corde ha toccato e che Fiorentina vuole? "La medicina più bella è stata la vittoria di Sassuolo: vincere aiuta a vincere. Ma io vedevo già la squadra in crescita, vicina a raggiungere questo risultato. Contro Como e Inter avevamo fatto buone prestazioni ma ci è mancata un po' di maturità. Sicuramente la vittoria al Franchi ci manca: ho detto ai ragazzi di continuare con questa voglia di strafare perché i giovani devono essere liberi di provare e sbagliare". La continuità di formazione serve a dare spessore al gruppo? "Per me conta sì giocare bene, ma poi servono i punti. Stiamo cercando di fare questo. La bellezza di questa squadra è come si allena. Nel percorso c'è anche la continuità, perché le relazioni tra i giocatori devono sempre migliorare. Ma un punto chiave è la disponibilità che mi danno, lo abbiamo visto a Sassuolo: chi è entrato ha fatto la differenza, perché questa squadra non ha panchinari ma titolari che entrano". Per lei Fagioli ha motivazioni extra? "Nicolò deve solo stare sereno, continuare a fare ciò che sta facendo e che al suo fianco ha un allenatore che gli starà sempre vicino. Lui deve pensare solo al calcio, alla Fiorentina e a far bene. Anche perché è un patrimonio della Nazionale. Lui ci tiene, spero che come tutti gli ex faccia gol". Il potenziale visto nel finale del Mapei è sostenibile dal 1'? "Per me non è questione di sostenere la qualità ma di mentalità. Puoi giocare con tutti i giocatori offensivi, ma conta sapere cosa fare quando succedono determinate cose. Gli attaccanti devono sapere cosa fare quando ci si difende e i difensori devono sapere cosa fare quando si attacca. Poi il tempo crea una amalgama, ma ciò che conta è la mentalità. Il protagonista è il giocatore: se entra con la voglia di determinare come a Sassuolo è tutto più facile". La Juve concede poco con il pressing: sarà un aspetto da migliorare? "E' una chiave su dove questa squadra deve migliorare tanto, non sbagliare quei passaggi in fase di costruzione. Io con una squadra qualitativa in fase difensiva devo essere bravo a tenere la palla. E' una cosa che stiamo allenando: se vogliamo costruire una Fiorentina qualitativa la cosa importante è saper tenere la palla. Ci vuole tempo e lavoro per far questo e noi ogni tanto pecchiamo in questi aspetti, commettiamo troppi errori in fase di costruzione. Sbagliamo nei momenti chiave passaggi incredibili. Fagioli, Pedro, Mastantuono, sto cercando di insegnare loro a capire i momenti della partita". Come stanno Atta, Ranieri e Pongracic? "Marin è quello più indietro ma sta migliorando. Atta sta incrementando il lavoro ma domani non ce lo avremo. Luca oggi fa totale con noi, spero sia in panchina". Cosa deve fare Oulai per non uscire più dal campo? "Deve continuare a fare quello che sta facendo". Un giudizio su Brescianini? "E' un grande uomo e professionista ed è anche un ottimo giocatore. Ultimamente ci sta dando mano, ma già l'anno scorso l'aveva fatto. E' un box to box, di grande sacrificio. Sono contento di averlo in squadra. Tutti sono importanti e lui quando è stato chiamato in causa ha risposto presente. A volte si guarda poco per quello che fa ma io ho mostrato l'immagine del gol di Njie ma il suo attacco allo spazio senza palla ha permesso di creare l'uno contro uno. E' un dettaglio che vedono in pochi quello per me è stato il movimento che ha permesso al nostro attaccante di far gol. E' quello che devono imparare a fare anche i giocatori tecnici". Cosa pensa della stagione di alti e bassi della Juventus? "La Juve è sempre la Juve, magari oggi ha un po' fi infortunati ma resta forte. Spalletti è molto bravo e che conosce bene Firenze e sa cosa significa questa partita. Lui ha l'esperienza che riesce a far capire l'importanza della partita. Nonostante gli infortunati hanno una rosa importante, ma noi daremo tutto per poter provare a batterla". Su Joao Mario e Valdepenas "Joao Mario è l'esempio che quando ti alleni bene ti prendi l'opportunità. Valdepenas però si sta allenando forte, a Sassuolo è entrato bene. uno ha più esperienza e l'altro ha voglia di esaltarsi". Nel primo tempo la Fiorentina ha raccolto 5 punti, nel secondo 15: come mai questa differenza? "L'anno scorso invece buttavamo via non so quanti punti nei finali. Vuol dire che ora stiamo bene fisicamente, che spingiamo nei secondi bene. Poi abbiamo anche la possibilità di avere dei cambi importanti dalla panchina. Gli aspetti negativi sono che facciamo fatica a vincere in casa e io voglio che il Franchi torni ad essere un fortino; inoltre dobbiamo capire perché siamo andati quasi sempre sotto. Io penso sia normale in un percorso di una squadra nuova che ha voglia di crescere". Su cosa deve lavorare ancora Goncalves per diventare un punto fermo? "non fatene un caso. Sta dimostrando la sua qualità e la sua personalità. Se partirà dall'inizio dovrà fare la differenza per la squadra non per sé, nessuno in questa squadra fa la differenza da solo. I giovani devono attaccarsi ad un esempio come lui. Ma non ne facciamo un caso. Siamo la Fiorentina e dobbiamo vincere le partite". Qual è l'obiettivo di questa squadra? "Non ci dobbiamo creare né pressioni né limiti. Se guardiamo anche le partite in cui non abbiamo fatto punti c'è stata comunque l'amarezza che potevamo portare a casa punti. Se però le abbiamo perse significa che dobbiamo ancora lavorare. Non dimentichiamo ciò che ha detto Paratici: meglio arrivare un anno dodicesimi per costruire le fondamenta per il futuro". Ore 13:04 - fine della conferenza stampa

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