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Pizarro e la Roma, un amore infinito e i giorni felici alla FiorentinaTUTTO mercato WEB
© foto di Alberto Fornasari
Oggi alle 22:20Primo piano
di Redazione VGR
per Vocegiallorossa.it

Pizarro e la Roma, un amore infinito e i giorni felici alla Fiorentina

Un Peq è per sempre. David Pizarro ha cambiato il ruolo del regista, portando la Serie A al livello europeo. Sempre al posto giusto e capace di prendere la scelta migliore in ogni momento della partita, come se fosse la palla, il gioco, a cercarlo.

SPALLETTI – Inutile girarci intorno, la carriera di Pizarro decolla grazie a Spalletti. L’Udinese lo acquista dal Santiago Wanderers nel 1999 ma l’inizio non è positivo. In bianconero gioca poco, così torna in Cile, Universidad de Chile, per ritrovare minutaggio. La svolta arriva due anni dopo, quando a Udine trova Spalletti. Pizarro si impone come uno dei migliori in Italia. 7 gol nel 2002/2003 e un ruolo centrale, con i friulani che vivono anni d’oro.

LA RINASCITA GIALLOROSSA – Nell’estate 2005 tutti vogliono Pizarro, rimanere ancora con l’Udinese è impossibile. C’è anche la Roma, dove è appena arrivato Spalletti, ma alla fine la spunta l’Inter. 12 milioni di euro più la metà di Pandev il costo, Peq punta a prendersi tutto. In nerazzurro però le cose non vanno, gioca poco e non riesce mai a convincere del tutto Mancini. Serve una rinascita. Ed ecco arrivare in soccorso il suo mentore Spalletti, che intanto si è preso la Roma con Totti falso nove. Pizarro è l’uomo giusto al posto giusto, il tassello che mancava per decollare. Il regista che trasforma i palloni in oro. Gli anni in giallorosso, come ammesso da lui stesso, saranno i più bella della sua vita. 209 presenze, 16 gol, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. David gioca praticamente con ogni allenatore, impossibile tenerlo fuori.

IL DOLOROSO ADDIO – Con l’arrivo di Luis Enrique però lo scenario cambia, il posto nella Capitale si fa sempre più stretto. Così a gennaio c’è tempo per una prestigiosa avventura, il Manchester City (che batte la concorrenza della Juventus di Conte, ndr). Ritrova Mancini, dopo un feeling non indimenticabile all’Inter: non gioca molto ma fa in tempo a festeggiare lo storico titolo dei Citizens, arrivato nel folle 3-2 contro il QPR. Torna alla Roma ma non rientra nei piani di Zeman e nell’estate del 2012 rescinde il contratto.

FIRENZE E IL RITIRO – Ecco allora aprirsi un bellissimo triennio con la Fiorentina, dove lavora nuovamente con Montella, dopo la Roma, e regala momenti di calcio assoluto, con il centrocampo tecnico e dominante dei viola, sfiorando anche un’altra Coppa Italia. Sono gli ultimi lampi italiani. Nel 2015 vince la Copa America e torna in Cile, dove dice basta a fine stagione. “Ma Roma sarà sempre casa mia”. Nessun dubbio.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Rensch, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen.
A disp.: De Marzi, Gollini, Ziolkowski, Ghilardi, Angelino, Tsimikas, Koné, Venturino, Zaragoza, Vaz, Dybala.
All.: Gian Piero Gasperini
Ballottaggi: Pisilli/Koné, Dybala/El Shaarawy
In dubbio: Koné, Dovbyk, Celik.
Diffidati: Mancini
Squalificati: El Aynaoui
Indisponibili: Dovbyk (lesione miotendinea alla coscia destra), Ferguson (problema alla caviglia), Pellegrini (lesione al flessore della coscia destra).