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Frosinone, Bracaglia a Passione Frosinone: "In queste ultime gare dovremo far diventare il nostro stadio un fortino. La disciplina e il rispetto le nostre chiavi"TUTTO mercato WEB
© foto di Stefano Martini TuttoFrosinone
Oggi alle 19:35IN EVIDENZA
di Francesco Cenci
per Tuttofrosinone.com

Frosinone, Bracaglia a Passione Frosinone: "In queste ultime gare dovremo far diventare il nostro stadio un fortino. La disciplina e il rispetto le nostre chiavi"

Le parole del difensore del Frosinone Calcio Gabriele Bracaglia, durante la trasmissione "Passione Frosinone", andata in onda poco fa su Radio Day

Ospite della trasmissione "Passione Frosinone", andata in onda pochi istanti fa sulle frequenze radiofoniche di Radio Day e condotta da Roberto Monforte, il difensore del Frosinone Gabriele Bracaglia, nativo proprio del capoluogo ciociaro, ha così commentato la grande stagione disputa fin qui dai canarini di mister Massimiliano Alvini. Queste le sue parole.

Sul campionato dei giallazzurri: “All’inizio nessuno si aspettava il campionato che stavamo per fare. E, arrivati a questo punto, siamo tutti sulle nuvole. È difficile spiegare le emozioni perché mancano talmente poche giornate che sei a un passo da realizzare il sogno della vita, perché portare la squadra della tua città in Serie A penso che capiti a poche persone. Oltre all’emozione, però c’è la parte del calciatore, dell’uomo, che comunque vive uno spogliatoio, vive una squadra che ci mette tutta se stessa dalla mattina alla sera, tutti i giorni, quando ci vediamo al campo. E quindi è un sogno che diventa anche razionale, perché bisogna far diventare realtà quei sogni che uno rincorre per tutta la vita. E niente speriamo che possa avverarsi e poi lì sarà penso emozionante per tutti, un’esplosione di gioia per tutti, compreso me”.

Su mister Massimiliano Alvini: “Secondo me negli ultimi anni l’allenatore è diventato più un educatore che un vero allenatore di campo. Nel senso che poi in campo comunque vanno i giocatori e c’è sempre la fantasia e l’estro dei ragazzi. Come dice il mister, ci sono aspetti come l’educazione, il rispetto, la passione in quello che fai. Il mister è molto esigente soprattutto sull’aspetto dell’ordine e della disciplina. Quindi il rispetto degli orari: se l’allenamento inizia alle 9:30, alle 9:30 bisogna iniziare, non c’è il ritardo perché magari c’è qualcuno che deve fare terapia o una fasciatura, cioè non esiste. E penso che tutto lo spogliatoio sia d’accordo perché sono delle piccole regole che poi ti permettono di fare il campionato che stiamo facendo. Perché rispetti le regole, rispetti il compagno, rispetti lo staff… c’è un rispetto che va al di là dell’aspetto umano e morale. Ci stiamo impegnando per far sì che queste regole vengano sempre rispettate. E speriamo che tramite questo ordine e disciplina riusciamo ad arrivare all’obiettivo finale”.

Sull'atteggiamento di squadra da avere nelle ultime sei gare da giocare: “Bisogna prepararle come tutte le altre. Nessuna gara è più importante delle altre perché devono essere affrontate con il massimo sforzo sia a livello fisico che a livello mentale. Sicuramente ci saranno partite che per i tifosi saranno un po’ più importanti rispetto ad altre, ne abbiamo quattro su sei in casa e dobbiamo far diventare il Benito Stirpe un fortino. E poi fuori casa, come abbiamo sempre dimostrato, possiamo dire la nostra e divertirci, soprattutto divertirci e far divertire il pubblico il più possibile”.

Sulle amministrazioni prese dal Frosinone in questo campionato: “Quello che ti posso dire sulle ammonizioni è che comunque siamo una squadra aggressiva, facciamo un gioco con duelli uomo contro uomo a tutto campo. Quindi è inevitabile, basta un calo di attenzione e ti ritrovi nel dover spendere un fallo che ti può portare a un’ammonizione. Quindi il dato dei cartellini gialli è un molto importante perché rispecchia anche la nostra aggressività sul portatore di palla e sull’avversario”.

Frosinone andato finora in rete con ben 17 calciatori. Il pensiero del numero 79 a riguardo: “Penso che siamo una delle squadre che attacca con più uomini nell’area di rigore avversaria. Penso che 8-9 giocatori li portiamo quasi sempre in area, quindi c’è molta possibilità di fare più gol con tanti uomini”.

Sulla pressione che sente da calciatore nato proprio a Frosinone nell'indossare la maglia della propria città: “Sono sincero, penso di sentirla ma ormai è diventato un qualcosa che fa parte di me. Molti dei grandi giocatori, ma in generale degli sportivi, dicono che sentire la pressione è un privilegio perché significa che stai facendo qualcosa di importante per una società importante e per dei tifosi importanti. Sono fortunato a sentire questa pressione. Ho molti amici che vorrebbero essere al mio posto, mi ritengo molto fortunato e penso che questa cosa mi può spingere a fare di più in campo. La pressione non devi subirla ma ti deve tirare qualcosa fuori in più”.

Sui compagni di squadra: “Penso che ci sia da imparare da tutti. Quindi, al di là di Marchizza, Corrado e Masciangelo, c’è anche Monterisi da cui posso prendere la ‘tigna’, quella cattiveria di raggiungere ogni pallone, di rincorrere l’avversario. O comunque anche da Calò: la lettura del gioco, la visione di gioco che ha è qualcosa secondo me di fantastico. Poi per quanto riguarda Riccardo, Niccolò ed Edoardo, penso che siano tre giocatori fantastici. Niccolò ha fatto tre gol nelle ultime tre e ha un gran tiro da fuori; come lo stesso Riccardo: cross fantastici, inserimenti fantastici. Sono dei giocatori veramente strepitosi da cui uno può solo che imparare, anche dai consigli che ti danno in allenamento; sono sempre ben accetti”.

Sui giovani che vogliono praticare lo sport, che non sia solo il calcio: “Quando facciamo le iniziative nelle scuole cerco sempre di dire ai ragazzi che lo sport è importante a prescindere da quello che si fa, che può essere , nuoto, pallavolo. L’importante è fare sport perché ti aiuta a livello di salute fisica e mentale, ma ti aiuta anche a livello di socializzazione e a instaurare rapporti con i compagni, con degli allenatori. Lo sport in generale è vita, è giusto che i ragazzi lo facciano. Poi se magari ne faranno del loro lavoro perché è quello che vogliono, io glielo auguro, ma l’importante è che facciano sport. Questa è la cosa fondamentale”.

Infine, Un messaggio ai tifosi giallazzurri per riempire lo stadio "Benito Stirpe" in questi match finali: “Vi invito tutti allo stadio perché per noi siate una carica in più e spero che vi divertiate, ma soprattutto che ci sosteniate fino alla fine perché ci stiamo giocando un qualcosa di importante che forse solo alla fine ce ne renderemo conto effettivamente. Vi aspetto allo stadio e caricateci più possibile, mi raccomando”.

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