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Un Genoa coraggioso e di qualità, premiata la rivoluzione di BlessinTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 2 ottobre 2022, 11:36Copertina
di Pierluigi Gambino
per Genoanews1893.it

Un Genoa coraggioso e di qualità, premiata la rivoluzione di Blessin

Benedetta davvero la sosta al campionato, che ha permesso a mister Blessin di ricostruire l'assetto tattico del Genoa e di preparare un'autentica rivoluzione. A Ferrara si è visto all'opera un Grifone inedito non tanto nello schieramento quanto nella scelta degli uomini. In un sol colpo, ecco tra i titolari Yalcin, Aramu, Strootman e – udite, udite – Ilsanker nella retroguardia e sul corridoio di destra quel Sabelli che si pensava arrugginito da mesi di panchina. Squadra “osée”, con due terzini adusi a spingere, la solita punta centrale e, alle sue spalle, un trio di virtuosi. Diciamolo: finalmente quella formazione che i tifosi rossoblù, o almeno la stragrande maggioranza di loro, caldeggiavano da settimana, inascoltati.

Risultato? Non c'è stata partita. In 96 minuti i biancazzurri locali hanno prodotto un'inzuccata appena alta di La Mantia nel finale del primo tempo (unico spezzone di incontro in cui i rossoblù hanno lievemente sofferto) ed un rasoterra, nella ripresa, rintuzzato dal portiere e pronubo di un gol annullato per evidente fuorigioco.

Di converso il Genoa ha costruito palle gol a josa, e se c'è una pecca nella prestazione complessiva, è quella di aver tenuto in bilico il risultato sin nei pressi del recupero. Ma è un difettuccio risibile, se paragonato a quanto di buono emerso nel primo pomeriggio ferrarese. Mai, quest'anno, si era assistito ad un tale dominio in fatto di tecnica e di personalità. Finalmente la palla è scorsa a filo d'erba e non più ad altezze siderali. I terzini – anche Pajac, sulla sinistra - hanno spinto parecchio, i tre rifinitori si sono smarcati a dovere e, se escludiamo qualche rifinitura non troppo precisa, hanno supportato alla grande Coda, che – era ora! - è stato rifornito come si deve, ripagando con il gol del vantaggio (il suo primo stagionale su azione) e con l'assist del raddoppio a pro di Gudmundsson.

Ma è a centrocampo che il salto di qualità è emerso limpidamente. L'ingresso di Strootman al posto di un Badelj acciaccato e, forse, in parabola discendente ha mutato i connotati della manovra: l'olandese rispetto al croato non è meno carismatico e si è mostrato più mobile e maggiormente nel  vivo dell'azione. Un comandante agguerrito e in palla, che ha concluso il match senza essere sostituito (altra sorpresa di giornata) ed ha sfruttato alla grande il lavoro ingente di pulizia svolto dal solito, inesauribile Frendrup.

Qualche smagliatura difensiva si è avvertita nel primo tempo, più che altro per la precoce (e severa) ammonizione inflitta a Vogliacco e per il successivo cartellino giallo all'altro centrale, Ilsanker, debuttante dal primo minuto, ma i rischi veri e propri sono stati rari e contenuti in qualche minuto.

Blessin, evidentemente voglioso di far rimangiare a parecchi di noi giudizi pesanti sul suo operato, ha pure azzeccato le sostituzioni: dopo il riposo, dentro due nuovi centrali, i vecchi titolari Dragusin e Bani, e all'ora di gioco spazio a Jagiello, un centrocampista, per Yalcin, il meno brillante dei trequartisti. Conferma di una nuova mentalità, l'ultima sostituzione: al posto dello stesso Jagiello, toccato duro, ecco un attaccante puro, Puskas, per sfruttare la superiorità numerica dovuta all'espulsione di Meccariello e chiudere anzitempo la contesa. Evento registrato al minuto 88.

Non fa una piega l'impresa corsara del Grifo. Anzi, il punteggio finale appare persino stretto considerato il predominio assoluto degli ospiti. Il primo posto, adesso, è ad una sola lunghezza, ma più che la classifica - positivamente condizionata anche dagli inopinati rovesci di Brescia, Reggina e Cagliari - è il nuovo corso introdotto dl tedesco ad alimentare l'ottimismo. Schierando giocatori di qualità, dopo aver spiegato in allenamento qualche felice movimento, la messe diventa copiosa e l'etichetta di “ammazzacampionato” attribuita dagli esperti non va più interpretato come un insulto alla logica.

                         PIERLUIGI GAMBINO