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Verona, non era tutta colpa di Zanetti: i motivi di una stagione maledettaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:08Serie A
di Daniele Najjar

Verona, non era tutta colpa di Zanetti: i motivi di una stagione maledetta

C'è una macchina che parte dall'ultima fila in una corsa. È piena di difetti e strada facendo perde pure dei pezzi per strada. Altri ancora vengono rivenduti per sistemare le finanze. Ora, trovarci a fine corsa a parlare solo di come ha guidato l'autista può avere senso, ma fino ad un certo punto. Perché per un certo periodo a Verona sembrava che la soluzione a tutti i mali fosse soltanto una: esonerare Paolo Zanetti. Dal suo addio però la squadra è peggiorata. Paolo Zanetti ha dato tutto al Verona, ma davvero stavolta non gliene è andata bene una. E pensare che l'anno scorso si era salvato con Sarr-Mosquera come coppia d'attacco per quasi tutta la seconda parte di stagione. Tanto gioco, pochi gol. E il tempo è passato Zanetti forse non è stato capace di portare intanto qualche punto a casa, quando c'era il cantiere aperto e la squadra giocava con fiducia. Almeno per guadagnare tempo. Ma le ha provate tutte e allora i numeri parlavano chiaro in termini di capacità di gioco e di creare occasioni. Negli occhi rimangono le tante chance sciupate da Giovane e Orban in particolare, nel periodo autunnale. "Si sbloccheranno", si pensava. Ma il tempo è passato. I metodi a volte duri usati da Zanetti poi evidentemente non sono stati digeriti da tutti nel gruppo squadra. Gli infortuni Poi ci sono gli infortuni. Tanti, tantissimi. Diversi traumatici e dunque non prevedibili, il che ha complicato le cose da gestire anche per lo staff medico, probabilmente. Qualcosa che non ha funzionato però ci deve essere stato e alcune domande restano senza risposta. Perché così tanti stop? Perché alcuni si prolungavano più di quanto si dichiarasse inizialmente? Perché queste ricadute? È dipeso dal modo di curare, dal modo di allenare, o dalla sola sfortuna? Internamente ci si sarà dati una risposta, il risultato è che l'annata è stata drammaticamente complicata. L'esonero di Zanetti e la scossa che non è arrivata L'impressione è stata che l'esonero di Paolo Zanetti sia stata una mossa della disperazione. L'esordiente Paolo Sammarco di buone idee ne ha, ma ha incontrato delle ovvie difficoltà, evidentemente più grandi di lui da gestire. Comprensibile il tentativo di scossa, che però non è arrivata. Un conto è cambiare guida quando si ha il materiale della Fiorentina, per dire, un altro è farlo con questo Verona. Zanetti meritava forse di avere un mercato diverso, fatto nei tempi giusti. Invece ha vissuto un gennaio inverosimile. E Sammarco? Sarebbe irrispettoso pensare che non abbia responsabilità: è stato lui il tecnico scelto per dare la scossa, perché di capacità ne ha, la squadra non ha risposto. Questa esperienza gli servirà come palestra per il futuro, questo senz'altro. La cessione di Giovane e la stanchezza di Zanetti Si pensava che il Verona a gennaio potesse fare un'altra mezza rivoluzione, ma fra il poco budget e chi non se l'è sentita di unirsi ad una causa persa, alla fine c'è stato immobilismo in settimane complicate da gestire. Si veda quel Cremonese-Verona 0-0, con una difesa a dir poco inedita. E qui anche la cessione di uno come Giovane ha avuto un peso. Probabilmente il Verona sarebbe retrocesso lo stesso. Probabilmente era impossibile dire di no a quelle cifre, per gran parte delle squadre in Italia. Dal punto di vista sportivo però il gruppo ha avuto un segnale molto negativo, che ha tolto altra speranza. Alla fine si è parlato di uno Zanetti stanco. Ma probabilmente era soprattutto stufo della situazione che si era creata con il mercato di gennaio aperto. Il Verona sulla carta e il Verona di fatto Nella formazione della rosa, in estate, sono arrivati giocatori dal tasso tecnico forse anche superiore all'anno precedente, ma non dal punto di vista morale. Poi fra infortuni e affari saltati, Zanetti non ha praticamente mai avuto la squadra che immaginava. Si pensi al centrocampo: l'idea iniziale era di far giocare Serdar, Suslov e un degno sostituto di Duda. I primi due si sono infortunati gravemente, Al Musrati ha deluso molto. E Baldanzi non è arrivato: al di là dei motivi, lì è rimasto un buco, così come l'impossibilità di pensare, per esempio, ad un 3-4-2-1 alternativo, provato nel ritiro estivo.