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Bruni ricorda Bagnoli: "Era un padre silenzioso, campione di saggezza e umiltà"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca 2024 @fdlcom
Oggi alle 13:43Serie A
di Gaetano Mocciaro
fonte intervista a cura di Niccolò Ceccarini

Bruni ricorda Bagnoli: "Era un padre silenzioso, campione di saggezza e umiltà"

Si è spento a 91 anni l'allenatore del Verona campione d'Italia 1984/85. I suoi giocatori lo ricordano così
Luciano Bruni, tra i protagonisti del Verona campione d'Italia 1984/95, ricorda Osvaldo Bagnoli. Il tecnico artefice del miracolo scaligero si è spento a 91 anni. Ecco le sue parole a Tuttomercatoweb: "Il mio ricordo è semplice. Ricordo il mister come un padre silenzioso, campione di saggezza e di umiltà. Laddove c'era un calcio molto molto più semplice e meno artefatto di quello di oggi era una persona che ci ha insegnato tante cose, anche dal punto di vista comportamentale, oltre che calcistico. Non parlava tanto, ma quando parlava lo faceva nella maniera giusta, per farci capire determinate cose. Era importante e soprattutto ci ha insegnato dei valori importanti". C'è un aneddoto, un qualcosa di personale? "Il rapporto nostro era silenzioso: bastava uno sguardo, bastava guardarci negli occhi e si capiva tutto quello che voleva. Tant'è vero che percepivo la stima che aveva nei miei confronti pur quando mi lasciava magari in panchina, perché sapevo che lui da allenatore, egoisticamente, sapeva di avere Bruni sempre pronto a entrare in qualsiasi ruolo, a fare qualsiasi ruolo. Per me era una stima silenziosa che magari me la esternava, però io lo capivo. Mi viene da ridere adesso in un calcio pieno di tatticismi, con tanta tecnologia. A volte dava la formazione, diceva: 'Metti il numero 8 e fai il solito' come andare a prendere un caffè al bar. Poi magari veniva in disparte, dopo che aveva parlato e dato le indicazioni di come giocavano gli avversari e mi diceva: 'Mi raccomando, stai attento a quello lì, che sarebbe un mio compagno di squadra di cui non faccio il nome. Era un giocatore straniero, che praticamente secondo lui non era tanto ferrato. E mi diceva, in milanese: 'Mi raccomando, però gestisci il campo, perché quest chi l'è mica bun'. A me mi veniva da sorridere, perché poi era un giocatore nazionale. Insomma, nella sua silenziosità era anche simpatico, perché ti faceva morire. Qualche volta veniva a farsi la barba nel nostro spogliatoio dove c'era il lavandino. Veniva con questi sandali, modello frate, col calzino, la schiuma già in faccia.Una persona semplice e umana. Semplicissima e umile, però piena di valori. Questo è stato per noi Osvaldo Bagnoli, l'abbiamo amato e tuttora ci piange il cuore che ovviamente non c'è più. Ma rimarrà per sempre nei nostri cuori".