Volpati ricorda Bagnoli: "Mi volle a Verona. Poche parole, si faceva capire con gli sguardi"
È morto a 91 anni Osvaldo Bagnoli, profeta del Verona che vinse contro ogni pronostico la Serie A nel 1985. Di quella squadra faceva parte Domenico Volpati, che è stato uno dei fedelissimi del Mago della Bovisa, avendo giocato per lui anche in altre squadre. Ed è suo il ricordo dell'allenatore scomparso:
Domenico Volpati, chi è stato per Lei Osvaldo Bagnoli?
"È stato il mio maestro di calcio. L'ho avuto ben prima di Verona, già alla Solbiatese e al Como. E fu proprio lui a volermi a Verona. E da parte mia c'è gratitudine e riconoscenza. Essere così stimati e benvoluti da un allenatore così vincente mi riempie d'orgoglio.
Un allenatore che già all'epoca era diverso dagli altri
"Era un uomo di poche parole, di un pragmatismo assoluto. Persona silenziosa, che comunicava con i giocatori con gli sguardi. E a noi ci bastava quello sguardo per capire dove sbagliavamo e dove voleva andare a parare. C'era proprio questa simbiosi. Non partecipava alla vita di spogliatoio, ma allo stesso tempo aveva sempre il termometro della situazione. Una persona discreta, una discrezione che ti insegnava tanto".
Nel calcio moderno è praticamente impossibile trovare figure come lui
"Una rarità trovare persone come lui. Oggi è un calcio diverso, ci sono spogliatoi di 25 giocatori da gestire e sotto questo aspetto magari sono più difficili da gestire. Ma per le qualità umane, per il carattere che aveva, uno come Bagnoli non saprei dove collocarlo nel calcio moderno. Oggi ci sono persone che devono avere la sfacciataggine e devono imparare a urlare nello spogliatoio. Lui era atipico, faceva parte di un calcio in cui contava di più l'umanità e i rapporti interpersonali".






