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Sassuolo, Palmieri: “ Thorstvedt? Da parte nostra c’è apertura. A gennaio non vendiamo nessuno”

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Ivan Cardia
Fonte: Intervista a cura di Niccolò Ceccarini
Oggi alle 19:00Serie A
autore Ivan Cardia
13.10.2026 19:00Serie A
Dall'ottima partenza in campionato ai possibili scenari di mercato, senza dimenticare l'estate: il direttore sportivo neroverde a TMW a 360°
www.imagephotoagency.it
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La vittoria sulla Juventus, poi il pareggio con il Milan. A cavallo della sosta, il Sassuolo conferma il suo ottimo avvio di campionato. Ne parla a TMW Francesco Palmieri, direttore sportivo dei neroverdi: “Siamo partiti bene, veniamo da due buonissime gare contro due squadre di primissimo livello. La vittoria con la Juve ci ha dato grande soddisfazione, ma lo stesso vale per il pari con il Milan. Il campionato è lungo e siamo consapevoli delle difficoltà che si possono incontrare, ma l’avvio è positivo”. L’obiettivo resta la salvezza? “Assolutamente. È il nostro primo obiettivo e la nostra unica certezza è quella di voler mantenere la categoria in un campionato difficilissimo. Siamo consapevoli che questa è una grande società, che fa sempre grandissimi sforzi: anche quest’anno è stata allestita una rosa di primo livello. Abbiamo un allenatore molto bravo, che sta trasmettendo idee chiare al gruppo, ma noi abbiamo i piedi ben saldi per terra. Poi, se faremo qualcosa di meglio, sarà tanto di guadagnato”. Alberto Aquilani è un predestinato? “Io lo conosco da quando era calciatore, poi l’ho seguito nel settore giovanile e ha fatto ottime cose a Firenze. L’anno scorso a Catanzaro ha fatto una stagione strepitosa: noi l’abbiamo scelto perché è un allenatore con idee e coraggio. È un ragazzo in gamba, io mi trovo benissimo con lui: penso che la parola predestinato sia giusta. Ha qualcosa di diverso da far vedere e lo sta mostrando. Penso anche che abbia trovato l’ambiente ideale per mostrare tutto il suo potenziale. Come lui spesso ripete, ha un gruppo di giocatori congeniale al suo calcio: vogliamo far vedere che il Sassuolo continua sulla stessa linea”. Cosa vi ha colpito di lui quando l’avete chiamato? “La voglia di dimostrare, di fare un calcio propositivo. È quello che ci serve: la scelta era stata fatta tra diversi profili, poi lui era quello perfetto per le necessità del Sassuolo. Era consapevole di venire in una società forte, con persone che hanno una certa idea di calcio: l’ha voluto con grandissimo entusiasmo, perché sapeva cosa avrebbe trovato. C’è tanto da scoprire in questo ragazzo e mi auguro che possa fare sempre meglio. E sottolineo come Veronica e Marco Squinzi abbiano voluto partecipare al momento della firma, per dimostrare l’importanza di quel passaggio per la proprietà”. Avete lanciato tanti giovani, basti pensare a Cinquegrano… “Ce ne sono diversi, Simone è l’ultimo dei ragazzi aggregati alla prima squadra: ha fatto molto bene in Serie C, quest’anno gli abbiamo dato la possibilità di venire in ritiro e poi ha avuto il merito di far vedere le sue qualità. Ma ancora più merito va ad Aquilani, che ha dimostrato grande attenzione verso questo ragazzo e gli ha dato grande fiducia. Aquilani ha messo in mostra non solo lui, ma anche Lipani, Volpato e Bakola. Senza togliere importanza a campioni come Berardi e Matic”. Un altro che sta dimostrando le sue qualità è Adzic. “Anche lui è contentissimo, ma pure in questo caso un grande merito va ad Alberto: quando vede i giocatori, trasmette qualcosa di diverso. Adzic è un talento, secondo me è un giocatore di grandissima prospettiva. Aquilani, poi, è l’allenatore perfetto per tirare fuori il meglio da questi ragazzi, giovani e meno giovani”. Che futuro vede per Bowie? “Per me è un giocatore forte. Deve sgrezzarsi un po’, ma ha forza e dinamismo. Ha potenza: vedo grandissime qualità in lui. Può migliorare nella continuità con il lavoro di Aquilani e del suo staff. Abbiamo, in generale, un parco attaccanti nutrito e variegato”. Sebastiano Esposito in Nazionale ha colpito per qualità e personalità. “Io non sono sorpreso, lo conosco da quando è un ragazzino. Secondo me può fare molto di più, se ci crede. Io nella mia vita ho sempre cercato di trasmettere il messaggio che tra crederci e non crederci c’è tutta la differenza del mondo. Vale in qualsiasi ruolo”. Che effetto le ha fatto rivedere Carnevali, ma con la divisa della Juventus? “Sono stato contento per lui. Ha avuto questa occasione e l’ha colta: sono molto felice per lui, è andato in un grande club e forse ci è andato anche in ritardo. È un grande dirigente. Spero pensi anche lui lo stesso di me”. Cosa significa lavorare con la famiglia Squinzi? “Avere una grandissima fortuna. Io sono qui da 12 anni e so di avere alle spalle una famiglia importantissima, con dei manager di primissimo livello. Sono persone di un’intelligenza incredibile, ci trasmettono vicinanza con tanti messaggi. Veronica è molto attenta a tutte le dinamiche e a me ha dato ancora più forza quest’estate: ho condiviso tutto con lei, cercando di fare tutto nel migliore dei modi. So che responsabilità comporta avere una famiglia di questo tipo alle spalle”. La cessione di Muharemovic cos’è stata? “Una grande operazione, due volte. Perché lo era già averlo preso dalla Juventus due anni fa. Quest’estate mi sono ritrovato con tante richieste per un giocatore fortissimo, che sono convinto possa crescere ancora di più. È stata fatta un’operazione importantissima, proficua per il calciatore ma anche per noi: in Italia non c’era nessuna squadra che avesse mostrato grandissima attenzione, mentre dall’estero c’erano diverse società interessate. Fa piacere chiudere un’operazione del genere. E abbiamo fatto un piacere anche alla Juve”. Che peccato non avere Koné… “Che peccato, è vero. Gli manca ancora un po’ di tempo, ma siamo consapevoli che lo ritroveremo presto e che tornerà più forte di prima. Lo aspettiamo con grande piacere, è un ragazzo meraviglioso a cui siamo tutti legati”. Thorstvedt è in scadenza di contratto. Come finirà? “Kristian è un giocatore molto importante. Offerte ufficiali non ce ne sono mai state: quando si vuole un giocatore, come ha fatto il Leeds con Muharemovic, si fa un’offerta e ci si siede a parlare. Nel calcio, aspetto tecnico ed economico devono andare di pari passo. Ora è qui e sta facendo il suo lavoro nel modo giusto: mi piacerebbe trovare una soluzione gradita sia a lui sia a noi. È un grande professionista, è un grande giocatore: ha avuto un attimo di difficoltà, ma non ha mai sbagliato un atteggiamento. Spero che ci possa essere apertura: da parte nostra, sia mia sia della società, c’è. Mi piacerebbe trovare la quadra. La società gli è sempre stata vicina, anche in passato, quando ha avuto degli infortuni: se c’è la volontà di entrambe le parti di sedersi e trovare una soluzione, ci fa piacere. Secondo me c’è stato qualcuno che gli ha dato fastidio nella quotidianità, ma non ci ha scalfiti, perché abbiamo dimostrato di avere le idee chiare”. Si parla tanto di Laurienté: a gennaio cosa farà il Sassuolo? “Leggo tante cose che non ci interessano. A volte escono notizie sui nostri giocatori, ma noi non abbiamo alcuna intenzione di cedere giocatori a gennaio. Poi, se ci saranno esuberi, si valuteranno, ma siamo tutti felici, dalla proprietà all’allenatore, compreso Andrea Fabris (il nuovo direttore generale, ndr), dei giocatori che abbiamo attualmente”.
Fonte: Intervista a cura di Niccolò Ceccarini

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