Catanzaro, rivoluzione dopo i playoff: otto addii e qualche domanda senza risposta
Cassandro, Felippe Jack, Pontisso, Liberali, Brighenti, Oudin, Nuamah e Pompetti. Sono questi i nomi degli otto giocatori che erano presenti nella distinta della finale di ritorno dei playoff di Serie B contro il Monza con indosso la maglia del Catanzaro e che oggi non vestono più la maglia delle Aquile del Sud.
Una rivoluzione che parte dalla panchina
Otto elementi centrali del precedente percorso tecnico hanno salutato (l'ultimo proprio nelle ultime ore) il 'Ceravolo', e a questa lista va aggiunto anche il nome del tecnico. Perché anche Alberto Aquilani non è più in Calabria.
Parlare di rivoluzione, dunque, è la cosa più semplice da fare per la squadra del presidente Floriano Noto. Anche perché la lista di cui sopra potrebbe presto allungarsi (leggi Favasuli). E, almeno per il momento, il riscatto di Federico Di Francesco dal Palermo, unito agli arrivi di Postiglione, Tchaouna, Ruggero, Candela e Pafundi, non bastano per non porsi delle domande. Molte delle quali già esplicitate dai tifosi anche a mezzo social.
Il bilancio degli ultimi anni e le domande aperte
La sensazione di un cambio di rotta dopo anni a dir poco strepitosi (dal ritorno in B i giallorossi hanno collezionato due quinti posti e un sesto) è così tanto palese da sembrare esagerata.
Cosa sta accadendo in casa Catanzaro? Domanda difficile a cui dare una risposta. Ma c'è anche una certezza: la fiducia che Noto, in primis, e Ciro Polito hanno meritato nel corso del tempo. Il campo sarà, come sempre, giudice severo, ma per adesso è giusto aspettare il completamento della sessione di calciomercato.
Catanzaro come piazza merita il meglio, così come merita rispetto chi gestisce il club. Anche perché immaginare una piazza come quella calabrese non più protagonista nella parte alta della classifica di Serie B sarebbe un peccato. Quando non c'è stata, la mancanza si è sentita eccome.






