Il calcio italiano in lutto: addio a Maurizio Zamparini, il mangia-allenatori che si faceva amare
È stato il prototipo del presidente mangia-allenatori, ma quasi tutti quelli che silurava rimanevano in ottimi rapporti. Difficile, non volergli bene. A 80 anni, ci ha lasciati Maurizio Zamparini: friulano di nascita, palermitano di adozione. Il suo nome è legato a doppio filo al nostro calcio, soprattutto a Venezia e Palermo che ha portato ad altissimi livelli.
Vulcanico, passionale, speciale. Così, abbiamo voluto ricordare Zamparini, alla cui famiglia e ai cui cari rinnoviamo le condoglianze di tutta la redazione di TMW. Affidandoci anche alle parole di chi lo conosceva bene: “Generoso e passionale”, ci ha detto Giulio Migliaccio. Mentre Rino Foschi si è definito “fortunato” per il solo fatto di averlo incontrato. E Delio Rossi, che ha raccontato quel viaggio a casa sua soltanto per essere rimproverato dal presidente, ha confermato quello che un po’ tutti sanno: ci si poteva lasciare, si poteva litigare, ma alla fine in qualche modo il ricordo resta sempre bello.
A Venezia con Recoba, a Palermo con Dybala e tanti altri. Tutto il calcio, commosso, si è unito nel ricordo di Zamparini. Che dei campioni si innamorava e ne ha portati tanti, sia in Laguna che in Sicilia. A Venezia, il capolavoro è il Chino Recoba, ma è impossibile non citare Maniero e Volpi. A Palermo, si è visto davvero di tutto: futuri campioni del mondo come Barzagli, Toni e Zaccardo, stelle internazionali quali Cavani e Dybala. Proprio il picciriddu è stato uno dei tanti giocatori a ricordare con affetto il suo presidente, il primo in Italia a credere in lui.
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