Livorno, il caso Lucarelli: dal "prefetto" al deferimento passando per l'ironia
Si chiude con un deferimento (accolto con la consueta ironia dal diretto interessato) il caso nato da una battuta pronunciata alla vigilia di Spezia-Livorno. Il tecnico amaranto Cristiano Lucarelli è finito nel mirino della giustizia sportiva per alcune frasi sul divieto di trasferta imposto ai tifosi labronici, e la vicenda si è ora arricchita di un nuovo capitolo.
Il retroscena: la battuta alla vigilia di Spezia-Livorno
Tutto nasce in conferenza stampa, quando Lucarelli viene interpellato sul divieto imposto ai suoi sostenitori per la trasferta ligure. La risposta, tra ironia e polemica, è quella che ha acceso il caso: "Preferisco non fare troppi commenti, ma dico soltanto una cosa: se rinasco, voglio fare il prefetto o il questore! Prendo il mio stipendio, non vado a cercare rogne, tengo tutti a casa e ho fatto il mio lavoro. Poi ci sono le coppe europee, arrivano tifosi da fuori a fare danni nelle nostre città ma divieti lì non ne vedo...".
La Procura Federale apre un fascicolo
Le parole del tecnico non passano inosservate. Secondo quanto ricostruito dall'Ansa, la Procura Federale, guidata da Giuseppe Chinè, decide di aprire un'indagine nei confronti dell'allenatore del Livorno, chiamata a verificare se quella dichiarazione abbia violato i principi di lealtà e correttezza sportiva, oltre al divieto per i tesserati di esprimere giudizi lesivi nei confronti di organi istituzionali.
Il deferimento, la reazione ironica di Lucarelli
La svolta arriva a stretto giro, proprio nei minuti prima della conferenza stampa post gara con lo Spezia, quando Lucarelli apprende di essere stato ufficialmente deferito. Anche in questo caso non rinuncia alla battuta: "Sono stato deferito, l'ho saputo poco fa. Da piccolo volevo fare il veterinario, spero il ministro della Sanità non mi deferisca". E chiude sdrammatizzando: "Sono abituato, forse ho speso più soldi in avvocati rispetto a quanti ne ho guadagnati. Al di là di tutto era una battuta, i tifosi dello Spezia avrebbero voluto vedere i livornesi. Sono sicuro. Poi se in procura sono permalosi gli passerà".






