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ESCLUSIVA - Kevin Cauet: "Marotta e Conte valori aggiunti. Hakimi e Lukaku fra i migliori al mondo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
domenica 16 maggio 2021 12:45Esclusive
di Raffaella Bon
per Linterista.it

ESCLUSIVA - Kevin Cauet: "Marotta e Conte valori aggiunti. Hakimi e Lukaku fra i migliori al mondo"

“All’inizio dell’anno sono stato uno dei pochi a dire che non c’era più il gap con l’Inter". A parlare è Kevin Cauet, figlio dell'ex Inter Benoit, che ha lavorato anche per i colori nerazzurri con l'Inter Academy e che ora sta proseguendo il proprio percorso da allenatore. "I motivi erano tanti, prima di tutto la Juve arrivava da uno Scudetto, ma era in un momento così così. Ricordiamo ciò che è successo con Sarri, poi è arrivato Pirlo, scelta non prevista. C’è stata l’eliminazione in Champions con il Lione, nessuno se lo aspettava. Poi il mercato, che secondo me ha creato disequilibri all’interno della rosa. Non si può dire che la Juve non abbia qualità, ma a centrocampo a livello organizzativo… C’è stata meno determinazione, cattiveria, fisicamente li ho visti diversi. Tutto questo fa sì che in campo la Juve si presentasse meno brillante. Al contrario l’Inter era molto carica, arrivava da una finale di Europa League, da un secondo posto, aveva Conte, ha fatto un mercato molto utile. Per me l’Inter poteva puntare al massimo, vincere non è mai facile. Sono più sorpreso dal distacco che dal fatto che l’Inter abbia vinto lo Scudetto”.

Conte e Marotta sono stati l'ago della bilancia? “Assolutamente, Marotta è il migliore dirigente italiano, ricordiamo cosa ha fatto alla Sampdoria, è arrivato ai preliminari di Champions. C’è stato negli anni d’oro della Juventus, dove ha vinto Scudetti ed è arrivato in finale di Champions. Non è solo risultati di campi, ma anche di mercato. È un lavoro dove è stato presente in certe situazioni, ha sempre trasmesso fiducia, serenità. Prendiamo il caso Icardi con Wanda Nara: lui non ha mai lasciato parlare le sue emozioni, si è sempre presentato molto cauto, tranquillo. La stessa cosa quando ci sono stati risultati così così. Si è presentato trasmettendo serenità, ha fatto la stessa cosa alla Juve quando aveva situazioni da gestire. È stato valore aggiunto. Poi Conte e il suo staff hanno lavorato in una maniera eccezionale, lo vedi già al primo anno, non arrivi in finale di Europa League così all’improvviso. È stato bravo a motivare i giocatori, poi l’Inter stava molto bene, non ha avuto tanti infortuni, vuol dire che hanno lavorato bene”.

Che giocatore ti ha impressionato di più? "Barella e Bastoni per il primo gruppo: sono due giovani, hanno avuto una crescita incredibile, sono due protagonisti di questo Scudetto, per diventare titolari inamovibili. Al contrario per Hakimi e Lukaku c’erano grandi attese. Hanno risposto presente, sono dei top top giocatori, sono fra i migliori al mondo. Hanno fatto una stagione favolosa, non solo per numeri, ma anche per ciò che hanno portato in campo in termini di mentalità e atteggiamento. Hanno saputo mettere le qualità individuali”.

È stato in Cina con l’Inter. “Esperienza bellissima, sto andando avanti con il mio percorso da allenatore, sono stato legato a questi colori. Grande emozione rappresentare il club dove sei cresciuto, al quale sei stato affezionato. C’è stata l’opportunità di mettere su un academy, di gestirla insieme all’Inter, di formare dei tecnici. È stata una esperienza molto formativa, ho diversificato il bagaglio di competenze. Poi l’opportunità di scoprire una nuova cultura, con la propria vitalità. Soprattutto Suning, nel 2016, quando ha acquisito l’Inter io ero a Shanghai, poi sono stato a Nanchino. Ho conosciuto a fondo chi era Suning, il suo impero al di là del calcio, al netto dello Jiangsu”.

È passata la linea dell'Inter sugli stipendi. "Tutti i club hanno chiesto lo slittamento degli stipendi alla FIGC. Stiamo attraversando un periodo difficile e particolare, proviamo ad adattarci e non è facile. Non sta a me dire cosa è meglio fare o meno, non ho tutte le informazioni. Difficile valutare dare un giudizio da fuori, essere presidente di un club è difficile, ora lo è ancora di più".

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