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tmw / inter / Editoriale
La nuova Inter a stelle, strisce e foglia d'acero. Tutto è cambiato ma non è cambiato nullaTUTTO mercato WEB
domenica 26 maggio 2024, 19:15Editoriale
di Gabriele Borzillo
per Linterista.it

La nuova Inter a stelle, strisce e foglia d'acero. Tutto è cambiato ma non è cambiato nulla

Che settimana. Dico davvero, che settimana. Steven non ce l’ha fatta a trovare il denaro da restituire alla Quercia e così, da un giorno all’altro, ci siamo trovati tutti a passare da “La marcia dei Volontari” a “The Star-Spangled Banner”, mano sul cuore annessa. Ora, un paio di considerazioni sulla vecchia proprietà andrebbero fatte. Non appartengo al partito dei Suning Out, così come neanche a quello del va tutto bene madama la marchesa. Ho osservato in questi anni gli eventi senza giudicare perché nessuno, o quasi, sa cosa sia capitato davvero in Cina. No, non parlo di ricostruzioni: parlo di cosa sia capitato davvero. È acclarato, ad esempio, che gli investimenti all’estero sono stati tagliati bruscamente. O, meglio: si può investire ma su cose che portino un utile al Paese. Non il calcio, dunque. È acclarato che Suning ha ricollocato l’Inter tra le prime dieci squadre del mondo, dato di fatto. È altrettanto acclarato che sono stati vinti trofei, nemmeno pochi, nonostante restrizioni e divieti. Per questi motivi mi sento di ringraziare Steven Zhang. Il quale, ormai da qualche giorno, appartiene a un passato che non tornerà più.

Il nostro futuro, dicevamo, è dunque a stelle e strisce. Oaktree ha escusso l’Inter. Escusso, perché c’è ancora chi non ha compreso bene la differenza e, pensando di fare battute ironiche, usa il termine pignorato. Casomai quello pignorato è Steven, l’Effecì è il bene che l’ex Presidente ha dato in pegno. Non è complesso da capire. Però mi interessa poco o nulla della cosa: ci tenevo solo a spiegare la differenza.

Dunque, arriva il fondo. Tanto ha già chi compra, tanto vende in un attimo, tanto ci saranno cessioni per mettere da parte denaro, monte ingaggi dimezzato, dieta drastica. A una prima lettura del comunicato ufficiale di Oaktree, il cui 62% è detenuto da Brookfield Asset Management, canadesi, quindi pronti a imparare “O Canada” – i due fondi hanno un giro d’affari annuo che supera abbondantemente i mille miliardi di dollari americani, roba da far girare la testa - non sembra esattamente così.

E non è una novità il futuro: si continua nel solco tracciato da Suning. Si continua con lo stesso atteggiamento, la stessa dirigenza, gli stessi obiettivi: stabilità finanziaria. Tutto è cambiato ma non è cambiato nulla. Messe da parte previsioni dimagranti sul domani, a medio lungo termine specifica Oaktree, di che dissertiamo? Ma del contratto di Lautaro, argomento principe di questo fine stagione: non per colpa di chi ne parla, ahinoi. Da quel nulla che so il capitano non ha chiesto dodici milioni, poi ciascuno ha le sue famose fonti, perciò, scrive o dice ciò che gli risulta. Il problema, per me, sta nelle chiacchiere del suo procuratore, forse un filo troppo presente mediaticamente, eufemismo. Avete mai visto, che so, il procuratore di Zanetti? O di Cambiasso? Parlo di loro perché sono stati grandi capitani, con la fascia o senza, del recente passato, ma potrei parlare di altri. Eppure, guadagnavano, neanche poco. Sarebbe meglio chiacchierare meno, se non si vogliono scatenare polveroni e ricostruzioni variegate. Lauti dovrebbe spiegarlo bene a chi lo rappresenta.

L’Inter resta, gli uomini passano, le ultime annate ce l’hanno ampiamente dimostrato.

Alla prossima, avanti l’Effecì.