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Voltarsi un’ultima volta indietroTUTTO mercato WEB
giovedì 20 giugno 2024, 22:09Editoriale
di Lapo De Carlo
per Linterista.it

Voltarsi un’ultima volta indietro


Il passato si decompone facilmente, il ricordo della seconda stella è un balsamo quotidiano ma è il lavoro rivolto alla prossima stagione che tiene alta l’attenzione dei tifosi. A dire la verità l’estate, che inizia ufficialmente oggi, sembra felicemente noiosa.
Il tema portiere è stato messo a fuoco, Martinez, preferito per prezzo e rendimento a Bento, il prescelto e affare col Genoa apparentemente in discesa.
Persino Dumfries, indicato come un possibile partente, per via della richiesta di ingaggio tropo alta in funzione dello standard che l’Inter si è imposta, pare intenzionato a restare, assecondando così la strada del compromesso.

Certo, ha fatto un’intervista in cui ha ammiccato un po' ovunque ma fa parte della dialettica estiva.
Nelle ultime ore qualcuno sperava che l’Inter stesse potesse assestare un colpo pazzesco, complice la presenza dell’agente di Dybala, Giacomo Petralito, in realtà a colloquio per eventuali altri giocatori che militano in Bundesliga.

E’ però vero che una stagione non è determinata solo dalla bontà di una rosa e la guida tecnica, ma da una serie di passaggi che una volta acquisiti sembrano scontati. Le cosiddette porte scorrevoli, unite a momenti che la prossima stagione avranno la necessità di essere gestite ancora meglio.
Un ultimo sguardo al passato perciò vale la pena di rivolgerlo, per tentare di comprendere meglio alcune fragilità che l’Inter, come ogni grande club, ha nella sua natura.
La squadra nell’ultima stagione ha tenuto un ritmo incredibilmente alto, evidenziato soprattutto dal crollo della Juventus. Le prime quattro giornate sono state impressionanti e il 5-1 al Milan è stato, l’apice di una forza che ha però sbattuto successivamente contro Sassuolo e Bologna, sempre dopo essere andata in vantaggio. La gestione del risultato è stato un problema che l’Inter si è trascinata in Champions League, determinato da fattori non facilmente comprensibili.
La testimonianza viene dalla classifica dei primi tempi nella quale l’Inter ha totalizzato virtualmente 86 punti, mentre nei secondi tempi solo 77



Nello scontro diretto contro la Juventus la replica al vantaggio di Vlahovic, con il pareggio di Lautaro Martinez, è stata una piacevole conferma di quanto gli anticorpi fosse più forti che in passato.
La marcia non riusciva ad essere considerata trionfale, proprio perché i bianconeri non si scrollavano dalla seconda posizione. Il rallentamento nell’ultima gara dell’anno contro il Genoa e il soffertissimo successo sul Verona all’ultimo respiro, hanno rappresentato un momento di affanno che ha innescato delle polemiche sul potere di Marotta e una serie di invettive, caldeggiate da una parte di stampa, pronta a creare lo scandalo.  Proprio nel momento più difficile, con la pressione dei media e l’ottavo di Champions con l’Atletico in arrivo, Allegri ha deciso di cambiare atteggiamento comunicativo, provocando con battute come “guardi e ladri”, nel tentativo grossolano di mettere pressione all’Inter. Il risultato è stato l’esatto opposto.

Il lato oscuro dell’Inter si è rivelato il 13 marzo a Madrid, con una partita passiva, priva di coraggio, nonostante le numerose occasioni per chiudere i conti. La parte più brutta della stagione è tutta in quei 120 minuti, più i rigori, battuti altrettanto male. La squadra ci è rimasta male ma lo stesso tipo di approccio si era già visto nelle due partite con la Real Sociedad e di nuovo agli ottavi. Per questo Inzaghi la prossima stagione dovrà lavorare sulla testa in occasione di partite e clima speciali, come queste.
In parte è mancato un po' di spettacolo nella seconda parte della stagione. La squadra ha messo il pilota automatico e vinto le sue partite rinunciando al divertimento e pensando più al calcolo, almeno fino al derby di ritorno. Probabilmente è una contingenza ma resta il fatto che il gioco dell’Inter, nonostante la mancanza di riconoscimento di alcuni ostinati addetti ai lavori, è il vero leader della squadra. L’obbiettivo è trovare delle variazioni che sorprendano gli avversari e utilizzare maggiormente la rosa, considerando la l’interminabilità della prossima stagione.
Amala