"L'Inter passi al 4-3-3", "basta difesa a 3". Ma questo è uno scenario che richiede basi solide
Una delle principali critiche rivolte all'Inter, a seguito della sconfitta in Champions League contro l'Arsenal per 1-3, concerne l'assetto tattico con cui la formazione nerazzurra - in continuità con quanto visto dall'era Conte - si è presentata la sfida. Il 3-5-2 di Cristian Chivu, diverso da quello di Simone Inzaghi per modo di interpretare la gara ma non per i tratti essenziali che lo connotano, rappresenta infatti uno degli aspetti maggiormente "controversi" che si legano all'Inter attuale. Con una parte della tifoseria nerazzurra che dubita dell'opportunità di proseguire con questo tessuto tattico se si intende essere competitivi ai massimi livelli in Europa.
Ma è realmente possibile una rivoluzione tattica per l'Inter? Il passaggio al 4-3-3 o 4-3-2-1 richiede un presupposto essenziale
La situazione ora presente, nella rosa nerazzurra, preclude un effettivo passaggio alla difesa a 4. A renderlo evidente sono vari elementi, tra cui ne spiccano tre:
1) Alessandro Bastoni si esalta nella posizione di braccetto. Se è vero che l'italiano può giocare al centro della difesa, è altrettanto corrispondente a verità che disegnare per lui un nuovo ruolo in nerazzurro potrebbe ridurne l'utilità nel contesto interista. Piccola postilla: e se Chivu lo reinventasse terzino?
2) Quale sarebbe il futuro di Federico Dimarco e gli altri esterni del club meneghino, in caso di passaggio a una difesa a 4? La maggioranza dei calciatori che agiscono sulle fasce, nell'attuale compagine nerazzurra, non hanno una propensione alla fase difensiva tale da immaginarne un impiego proficuo nel ruolo di terzino.
3) L'assenza di calciatori capaci di interpretare, per natura, il ruolo di attaccanti esterni. Il discorso muterebbe nell'ipotesi di un 4-3-2-1, ma in questo caso si ripresenterebbe il problema cui si è assistito in estate, quando l'Inter ha deciso di abbandonare i piani relativi a un passaggio al 3-4-2-1: la mancanza di un gruppo nutrito di trequartisti, in grado di agire alle spalle di un unico punto di riferimento offensivo.
La riflessione finale
Su queste basi, ne consegue che, se l'Inter intende effettivamente mutare pelle per rendersi maggiormente "europea", "moderna", un passaggio essenziale non possa che essere dato dal mercato. Solo intervenendo in modo chirurgico, separandosi da figure non funzionali alla nuova intelaiatura tattica e acquistandone altre adeguate alla nuova Inter che si ha in mente, sarà possibile dare concretezza ai propositi di una parte della tifoseria nerazzurra. Abbracciando quella visione di futuro, da alcuni, ritenuta imprescindibile.






