Rosso a Kalulu sbagliato, ma risparmiatevi le lezioni morali. L'ipocrisia regna sovrana
L'Inter ha superato la Juventus, con il risultato di 3-2, nel match valido per la venticinquesima giornata del Campionato di Serie A 2025-2026. Il gol decisivo è stato siglato da Piotr Zielinski allo scoccare del 90esimo minuto, facendo esplodere di gioia i tifosi interisti preoccupati di veder sfumare un'altra vittoria nei big match. L'attenzione dei media, oltre che degli appassionati, è stata però rivolta quasi esclusivamente ad altro, ossia l'episodio del doppio giallo comminato a Pierre Kalulu per un leggero contatto sul braccio di Alessandro Bastoni.
Onestà intellettuale sempre, non a targhe alterne
Nessuno ha problemi a sottolineare come l'espulsione, decisa dal direttore di gara Federico La Penna, sia stata errata. Il tocco è troppo morbido per giustificare l'ipotesi del fallo, che invece l'arbitro aveva individuato come la base per estrarre il secondo giallo al calciatore francese a causa del fatto che avesse fermato una ripartenza. L'errore c'è stato, ciò è indubitabile, ma da qui ad asserire che vi sia un disegno originario - da parte di un fantomatico sistema - per penalizzare le avversarie dell'Inter al fine di creare i presupposti del 21esimo scudetto da parte dei nerazzurri vi passa un oceano.
Le dietrologie e un'insopportabile incoerenza
Ciò che stupisce non sono soltanto i pesanti commenti a caldo partoriti dai tifosi e dagli appassionati, ma anche quanto paventato da alcuni giornalisti a proposito del trattamento da riservare a Bastoni per la "simulazione" di cui si è reso protagonista. "Escludetelo dalla Nazionale", "non convocatelo ai playoff per l'accesso ai Mondiali del 2026": esattamente, anche dei giornalisti sono arrivati a concepire tesi di questo tipo.
Stupisce perché nulla del genere è stato concepito in merito alle dichiarazioni di Gianluigi Buffon sul "gol-non-gol" di Sulley Muntari in un Milan-Juventus decisivo per le sorti scudetto: in quell'occasione, il portiere bianconero affermò esplicitamente "anche se me ne fossi accorto, non avrei aiutato l'arbitro".
A proposito di incoerenza, evidente e manifesta a tutti, alla quale poter rispondere solo in un modo: non reagendo alle provocazioni e continuando a inseguire quel sogno chiamato scudetto.






