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Gavillucci dopo Inter-Juventus: "Mancato VAR sul rosso a Kalulu limite evidente del sistema"TUTTO mercato WEB
ieri alle 22:38Serie A
di Dimitri Conti

Gavillucci dopo Inter-Juventus: "Mancato VAR sul rosso a Kalulu limite evidente del sistema"

Il caos generato dopo Inter-Juventus di ieri sera ha risonanza più o meno in ogni angolo del mondo del calcio. A conferma di ciò, il portale MilanNews.it ha intervistato l'ex arbitro Claudio Gavillucci per discutere dei problemi dei fischietti, ripartendo dagli episodi di San Siro: "Di fronte a un chiaro ed evidente errore, come nel caso del secondo cartellino giallo a Kalulu, non poter utilizzare la tecnologia per ripristinare la verità in campo rappresenta un limite evidente del sistema. Quando uno strumento esiste ma il protocollo ne impedisce l’utilizzo in situazioni determinanti, è inevitabile che si generi frustrazione". A Gavillucci viene quindi chiesto se Inter-Juventus potrà essere la partita del cambiamento per gli arbitri. Risponde così l'ex direttore di gara: "Le partite ad altissima esposizione mediatica, e Inter-Juve storicamente è la gara simbolo sotto questo profilo, amplificano criticità che in realtà sono sistemiche. Non è la singola partita a determinare la necessità di una riforma, ma la reiterazione di problematiche strutturali. Quando un episodio riapre ciclicamente il dibattito significa che i criteri di intervento non sono percepiti come coerenti, la comunicazione post-gara è insufficiente o complessa, il sistema di accountability appare opaco". Inter-Juventus è l'ennesima riprova di un protocollo sbagliato? Si esprime così sul tema Gavillucci: "In questo caso specifico parlerei più di protocollo incompleto che sbagliato. Il protocollo IFAB, allo stato attuale, non prevede la revisione per il secondo cartellino giallo, anche se è noto che questa estensione verrà introdotta a breve. Questo dimostra che il sistema è in evoluzione, ma nel frattempo resta scoperta una zona grigia rilevante. In generale, il protocollo nasce con un’impostazione conservativa e garantista, finalizzata a tutelare la decisione dell’arbitro di campo. Il concetto di “intensità” nei falli dovrebbe rimanere soggettivo, ma nel tempo, almeno in Italia, l’intervento del VAR ha progressivamente inciso su questo ambito, alterando l’equilibrio originario". L'intervistatore chiede se Rocchi si stia dimostrando un designatore inadeguato per gli arbitri, Gavillucci ribatte: "Il tema non può essere ridotto a una valutazione personale. È vero che, oggettivamente, nei cinque anni di mandato i risultati non sono stati pienamente soddisfacenti sotto il profilo della percezione esterna, ma parlare di inadeguatezza significherebbe personalizzare un problema che è, prima di tutto, sistemico. Molti errori visti negli ultimi anni sono stati figli non della malafede o dell’incapacità tecnica, ma di mancanza di lucidità e coerenza interpretativa". Conclude quindi Gavillucci, spiegando da chi dovrebbe arrivare un cambiamento: "Deve partire da chi scrive le regole e da chi fornisce la linea interpretativa. Gli arbitri applicano il regolamento, non lo creano. Oggi il calcio fatica a riconoscersi perché ha perso semplicità. È uno sport di contatto: più si interviene, più aumentano le possibilità di errore. I calciatori lo hanno compreso e ormai, a ogni minimo contatto, si cerca la revisione. Questo altera la natura stessa del gioco. Serve tornare a un principio semplice, che gli inglesi sintetizzano con “less is more”: meno si interviene, minori sono le probabilità di sbagliare e di generare polemiche. E soprattutto si restituisce ai giocatori la consapevolezza che non tutti i contatti sono falli".