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La vera Inter si vede nelle difficoltà. Bastoni, Carlos Augusto, la svolta di Chivu: l'Inter non annega, ma torna a respirare

autore
Michele Maresca
per Linterista.it
Oggi alle 00:00Editoriale
autore Michele Maresca
22.10.2026 00:00Editoriale

Davvero siamo sorpresi? Realmente ci si stupisce per la maniera in cui l'Inter ha regolato lo Shakhtar conquistando il primo successo in quest'edizione della Champions League? Appare difficile porre la questione in questi termini, se si parte dall'assunto che l'identità del club nerazzurro coincida con la pazzia, il suo riemergere dalla fossa quando è sul punto di essere seppellita. Si potrebbe correttamente opinare che l'Inter abbia dato un'idea diversa di sé nella scorsa stagione, in cui ha avuto un andamento regolare contro le squadre chiaramente inferiori al suo tenore, andando più in difficoltà con l'innalzarsi del livello dell'avversaria fronteggiata. Ma l'Inter di quest'anno è differente, avendo dato prova di essere maggiormente vicina al passato meno recente, alla sua natura più autentica.

Contro il Brugge, squadra di rango inferiore, i nerazzurri hanno subìto un passivo di 3-4, trovando a misurarsi con la seconda sconfitta consecutiva in Champions League. Ciò ha indotto il tecnico Cristian Chivu a cambiare qualcosa nelle dinamiche della sua compagine, riducendone la spinta offensiva per conferire maggiore attenzione alla fase difensiva. Ciò si è tradotto, come prevedibile, nella minor produzione in zona avanzata dei meneghini nell'arco dell'incontro, ma contestualmente anche in un assetto difensivo più solido e organizzato, al riparo dalle difficoltà strutturali emerse contro il club belga. 

L'esperimento Bastoni

Con l'obiettivo di dare un'impostazione ben precisa alla sua difesa, Chivu ha deciso di schierare - per la prima volta - il difensore italiano Alessandro Bastoni al centro della retroguardia. Ciò ha determinato lo spostamento di Manuel Akanji sulla destra e quello di Carlos Augusto sulla sinistra - poi spostato nel ruolo di esterno a partita in corso - nell'ottica di migliorare il bilanciamento della squadra e ridurre la propensione offensiva di un reparto che, in via prioritaria, avrebbe dovuto essere concentrato sull'impegno di natura difensiva. La scelta non ha prodotto, quale conseguenza, la sensazione di una difesa "destabilizzata", stante la buona prestazione di Bastoni per circa 68 minuti. Fino a quel momento, infatti, il difensore azzurro si era ben disimpegnato nel contesto di un ruolo non propriamente calzante a pennello rispetto alle sue caratteristiche. Poi il buio, la paura generalizzata, il timore di aver esaurito le chances di instradare il match (che in quel momento era sullo 0-0) verso una vittoria: l'espulsione di Bastoni, per somma di ammonizioni, ha gettato nello sconforto la tifoseria nerazzurra, alimentando il "terrore sportivo" di una quota 0 o 1 (punti) al termine della terza giornata della League Phase della Champions League.

Il fattore Carlos Augusto

Ma quando i timori continuavano ad albergare nelle menti dei tifosi nerazzurri, ci ha pensato il solito Carlos Augusto a scacciarli via grazie alla sua seconda rete stagionale nella massima competizione europea. Stop a seguire e conclusione fulminante, su assist di Henrikh Mkhitaryan: così, il calciatore brasiliano ha esercitato un ruolo decisivo nel trasformare le ansie in nuove consapevolezze, i timori nella fiducia, il rischio di annegare nella sensazione di una nuova capacità di respirare a pieni polmoni. L'Inter è ancora viva, e deve la sua resistenza all'impegno comune dei suoi uomini: calciatori, questi ultimi, consapevoli che l'anima di una squadra non cessi mai di accompagnarla nel corso della sua esistenza. 

per Linterista.it

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