Cosa c'entrano i 'Montoni Furiosi' della Bolanesia e lo scouting dei Jacksonville Jaguars con Nico Paz e Cesc Fabregas? Perché il futuro del Como immaginato dal 'regista' Suwarso è in una botte di ferro
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Marco Conterio
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autore Marco Conterio
22.10.2026 01:15Editoriale
Il Como 'comprato per fare un documentario' è la grande favola del calcio europeo. Tutti i segreti dello scouting e di una storia che nasce... Da un film
La storia del Como, che ha vissuto la notte più bella della sua storia battendo 4-1 il Manchester United in Champions League, parte dalla Bolanesia, una terra 'immaginaria'. Dai Domba Berang, i 'Montoni Furiosi'. Che dopo la scomparsa del presidente a metà campionato, passa nelle mani della figlia Kanya. Che occasione per i Panzer Hitam, le Brigate Nere: la squadra del potentissimo Dames Lubis, che vuole vincere il campionato per diventare Governatore. Così vuole fagocitare i Montoni, ma Kanya mica accetta: solo che rimane sola, tutti la abbandonano. Allenatore storico, calciatori iconici, così boicottata e 'tradita', rimette in piedi la squadra con giocatori che gli altri non vedevano più. Che non consideravano. Giovani inesperti e altri da un passato non nobiliare. Il film si chiama 'Golden Goal', pellicola indonesiana del 2008 a cui, come attore, partecipò anche il Campione del Mondo di dieci anni prima, Frank Leboeuf e l'idolo locale Kurniawan Dwi Yulianto. Il regista era l'uomo dietro le quinte del grande progetto del momento a livello internazionale: Mirwan Suwarso. Vi ricorda niente quella storia, di talenti e visione?
Il Como 'acquistato per fare un documentario'
Sette anni fa, in una giornata d'inverno, il manager indonesiano laureatosi alla Purdue University, poi trasferitosi in Europa per iniziare a lavorare con Saatchi & Saatchi tra pubblicità e comunicazione, ebbe un'illuminazione. Aveva già lanciato Super Soccer TV ed era entrato in Mola TV: invitato a Como da Massimo Nicastro, dette uno sguardo al Sinigaglia, un pranzo alla Canottieri e la sensazione di essere nel posto giusto per costruire una storia vincente. Portò il suo progetto alla famiglia Hartono, di cui era manager per il Djarum Group, e da lì è nato tutto. E pensate che venne "acquistato per fare un documentario tv", poi la strada ha preso un'altra direzione. Il resto è storia, il presente è gloria. Cesc Fabregas è il centro di gravità a tecnico, ma non l'unico: il Como è una squadra che lavora come nessun'altra in Italia, e come pochisisme in Europa.Il modello NFL e il software proprietario
Dovete sapere che il Como non utilizza un modello scouting proprio anche di altre società. Se lo è creato ed è un sistema 'intuitivo' che studia e analizza. Il modello? Quello dei Jacksonville Jaguars, il JAARS (Joint After-Action Rewiew System). Sviluppato originariamente per centralizzare il lavoro degli osservatori da remoto, il JAARS raccoglie report sui giocatori, appunti di riunioni, dialoghi interni tra scout ed executives e valutazioni video. Questo permette a tutta la dirigenza e agli scout sul campo di avere una visione univoca e in tempo reale su ogni singolo atleta monitorato. Il software del Como riesce a setacciare decine di migliaia di giocatori in pochi secondi isolandoli poi per caratteristiche e identikit statistico. Il sistema privato e segreto del Como è simile a quello dei Jaguars: tutto in un'unica schermata, i dati degli scout arrivano in modo centrale al club e il software non si limita a scaricare milioni di coordinate matematiche grezze, ma le elabora per rispondere a domande pratiche dei tecnici.Puka Nacua come Butez
A corroborare questa tesi, ci sono due giocatori. Puka Nacua e Jean Butez. L'algoritmo alla base di JAARS ha scovato e calcolato il valore del ricevitore scelto al quinto giro del Draft, snobbato da tutta la Lega diventato un All-Pro all'esordio. JAARS aveva isolato metriche di efficienza sul campo reale che i tradizionali test fisici della Combine non mostravano. Lo stesso vale per Jean Butez e il Como: nella prima parte della stagione 2024-2025, Butez aveva perso spazio ed era finito ai margini del club belga, il contratto era in scadenza e la cifra era bassa. Il Como decise però di puntarci, forte: voleva un portiere con quelle caratteristiche, con quella metodologia, con quell'approccio e il momento d'appannamento con l'Anversa era solo quello di un portiere 'dormiente' ma con doti non evidenti e tutte da esprimere.Le scelte del futuro
E questo spiega tutte le scelte del passato, del presente e quelle del futuro. Perché il Como riesce ad abbassare sempre di più il limite dell'errore nello scouting. Perché il calcio è andato avanti rispetto al 'serve l'occhio umano dal vivo'. Certo, indubbio. Solo che questo sistema ha superato il paradigma della lotta tra occhio umano e mero algoritmo: l'uomo studia e valuta, sceglie e scarta. Poi l'algoritmo coi parametri settati dal club analizza, filtra. E poi tutto passa dal gran Consiglio, da Suwarso, Fabregas, Ludi, da tutti gli uomini dello scouting e dell'analitica. Per questo la scelta sull'allenatore del dopo Fabregas che arriverà, del trequartista del dopo Nico Paz che sarà, e via discorrendo, è già tracciata. Come il futuro del progetto più moderno del calcio italiano.Altre notizie
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