Ora abbiamo tutti capito il motivo del rinnovo di Mkhitaryan. Un vincente lo è per sempre
Michele Maresca
Un concentrato di eleganza ed efficacia: così può essere descritta la perla confezionata dal centrocampista armeno Henrikh Mkhitaryan per il compagno Carlos Augusto, che ha sfruttato l'assist dell'ex Manchester United per regalare il definitivo 1-0 all'Inter contro lo Shakhtar.
Entrato a partita in corso nella sfida di Champions League contro gli ucraini, il calciatore classe 1989 si è rivelato nuovamente determinante per le sorti della sua compagine sulla falsariga di quanto avvenuto in Serie A contro il Bologna. A dimostrazione di una realtà che si può ormai considerare definita nella sua continuità: anche se per 20 o 15 minuti, la presenza di Mkhitaryan si fa sentire in maniera tangibile nel contesto della rosa nerazzurra. Perché l'intelligenza tattica e l'acume, di cui il centrocampista armeno sarà sempre in possesso, non sono elementi di poco rilievo, bensì la sostanza stessa su cui si fonda il rendimento dell'armeno sul rettangolo di gioco.
L'elogio
Uno dei principali estimatori di Mkhitaryan è il suo allenatore Cristian Chivu, il quale ha così tessuto le lodi di un giocatore al quale ha chiesto con convinzione di restare un'altra stagione in nerazzurro: "Per quello che è lui dentro il gruppo e quello che ha fatto vedere. Per quello che è il suo modo di essere e di fare. Questo gruppo ha bisogno di lui e abbiamo deciso così. Lui ci dà una mano come tutti".


