Un Carlos Augusto, due versioni: da braccetto o da esterno, una differenza da registrare
Michele Maresca
Nel derby perso contro il Milan per 3-1, l'Inter ha visto il verificarsi di tante prestazioni individuali non all'altezza delle aspettative presenti in ciascun caso specifico. Tra le note non propriamente liete vi è stato anche il rendimento del calciatore brasiliano Carlos Augusto, non disimpegnatosi ai livelli osservati nel corso di quest'inizio di stagione.
Una differenza da rimarcare
Il rendimento non ottimale di Carlos Augusto contro il Milan può spiegarsi in due modi: il risentire delle difficoltà, sul piano della tenuta mentale, che l'Inter sta riscontrando da 2 stagioni contro il club rossonero; il fatto di non essere stato impiegato nel ruolo che ne risalti maggiormente le caratteristiche, ossia quello di braccetto mancino. Quest'ultimo aspetto non è secondario, nel ragionamento da effettuare in merito, stante la presenza di diverse dinamiche e differenti meccanismi che connotano il ruolo di esterno rispetto a quello di difensore atto ad agire nella posizione di braccetto.
Lo scenario
Ne consegue un auspicio fondamentale: se Federico Dimarco tornasse ai livelli cui ha abituato nella scorsa annata, o comunque su standard vicini ad essi, si potrebbe entrare nell'ottica di un maggior minutaggio di Carlos Augusto da braccetto. Eventualmente, immaginando anche l'impiego di Djed Spence sulla corsia mancina, in cui si è disimpegnato ottimamente con la Nazionale inglese agli ultimi Mondiali.


