Lo Monaco: "Feci pubblicare su un quotidiano il nome del magazziniere come nuovo acquisto"
Nel corso dell’evento “International Transfer Market”, tenutosi all’Hotel Cardo di Roma, Pietro Lo Monaco è intervenuto dal palco sul tema della comunicazione in ambito calcistico: “La comunicazione è cambiata di pari passo con la società: oggi conta solo l’apparenza. Oggi i calciatori vanno difesi dall’aggressione dei media e vanno isolati per proteggerli: una volta presi un giocatore e mi chiamò Simona Ventura che richiedeva la presenza in trasmissione della moglie. Il calciatore che va sui social si espone ai commenti e non ne vedo la necessità, dato che bisogna pensare solo a migliorare e lavorare. Il calcio non è solo un gioco, assolutamente no: io faticavo moltissimo in allenamento, non mi divertivo, volevo vincere a ogni costo. In questo mondo non si ha più amore e passione per il calcio, per questo parlano tutti e vogliono essere protagonisti come se fosse un teatro. I calciatori oggi li definiscono ‘TVP’: testa vuota a perdere, figurati se gli diamo anche in mano i social”.
Poi, il passaggio sullo stile di gioco dei tecnici moderni: “Ora c’è la moda del calcio fatto di passaggetti in mezzo al campo, ma finirà presto. Corrado Orrico mi ha sempre detto che questo è uno sport semplice, cambiano solo i sistemi di gioco, ma i dogmi principali erano sempre gli stessi. Lui era un innovatore. Anche di Bielsa potrei dire la stessa cosa: vive in un mondo tutto suo. La tattica è semplice: fase di possesso e di non possesso, si deve creare spazio per attaccarlo e servire il pallone. Il resto sono tutte cavolate”.
Lo storico direttore sportivo del Catania, inoltre, commenta lo stato attuale del sistema calcio nel nostro Paese: “Le squadre italiane al momento non possono competere con le inglesi che prendono 5 miliardi dai diritti TV. L’Inter è in disavanzo, la Roma anche ma ha i Friedkin che immettono capitale, Lotito è in difficoltà, non si può andare avanti così. In Championship viaggiano con altre cifre. Ma chi deve fare la rivoluzione in Italia? Lotito? Sono questi quelli che comandano…”. C’è spazio anche per un ‘particolare aneddoto’ di calciomercato: “Una volta mi chiamò un giornalista, io gli dissi di star trattando un giocatore italo-argentino, dandogli però il nome del mio magazziniere. Il giorno dopo me lo ritrovai scritto sul quotidiano”. Proprio sul tema del rapporto con la stampa, Lo Monaco ha proseguito: “Una volta multai un giocatore perché durante il tragitto per lo stadio diede a un giornalista tutta la formazione della partita, mi arrabbiai moltissimo”.
In conclusione del panel, il DS ha detto la sua sulla tecnologia nel calcio: “Il VAR e simili non hanno dato aspetti positivi, ma solo polemiche: l’arbitro spiega quanto vede al monitor davanti a 60.000 persone, ma non può presentarsi alle telecamere? Un’assurdità. Ora le partite finiscono dopo 100 minuti e non più 90, queste tecnologie cambiano anche la preparazione alle partite”.
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