Buffon ricorda: "Nel 2024 dissi a un dirigente italiano che Pio Esposito aveva qualcosa"
Gianluigi Buffon, oggi capo delegazione della Nazionale italiana ma rimasto leggenda della Juventus, ha presenziato da ospite speciale nell'ultima puntata de "La Tripletta", il podcast settimanale di Gazzetta per parlare di un astro nascente del calcio tricolore e dell'Inter. Ovviamente il 20enne Pio Esposito, scoperto in estate dal Mondiale per Club negli USA e arrivato a contendersi il posto da terza migliore scelta per Chivu nel parco attaccanti. Con 7 gol e 6 assist in 34 partite, il classe 2005 in realtà aveva già conquistato da tempo l'ex portiere bianconero: "Con un dirigente italiano molto importante ridevamo perché abbiamo cominciato a mandarci messaggi su Pio Esposito nel dicembre 2024", ha raccontato.
"Ci siamo mandati un messaggio e ci siamo detti: 'Cavolo ma non si scherza con uno così, mi sembra abbia qualcosa...'. Se ha quel qualcosa in più per diventare top e titolare fisso nella Nazionale italiana? Secondo me sì", ha dichiarato senza giri di parole. Perché i punti di forza del più piccolo della stirpe degli Esposito - Sebastiano e Salvatore gli altri fratelli - lo avvantaggiano nel calcio odierno: "Ha un fisico strabordante, inevitabilmente l'impatto che ha in area di rigore, nei contatti, è significativo e conta tanto", ha spiegato Buffon.
"Poi è un ragazzo di un'umiltà incredibile, intelligente, determinato. Vuole migliorare sempre", la sottolineatura. Con un aspetto non indifferente, che è la pazienza di crescere alle spalle di campioni già fatti, prima di prendersi il posto da titolare in futuro: "Accetta di stare nel gruppo, magari adesso non ha un ruolo da protagonista assoluto, ma ha l'approccio giusto di chi sa che magari tra 2-3-4 anni poi toccherà a lui. E dovrà dimostrare. Si sta preparando per quando sarà il suo momento".
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