Da Bastoni alla "gioia" di Vergara e Selemaekers: l'urgenza di cambiare il regolamento
Oggi nel mirino ci finisce Alessandro Bastoni, ma il problema va ben oltre il difensore dell'Inter. C'è urgenza di cambiare il protocollo VAR, un concetto del quale sono consapevoli i vertici arbitrali, a partire dal designatore Gianluca Rocchi.
Che il centrale nerazzurro abbia simulato o meno, poco cambia: il problema è diffuso ed accentuato da quando il VAR è presente, con i giocatori di Serie A sempre più abituati ad accentuare determinati contatti. E qualcuno di loro con le sue dichiarazioni ha fatto intendere come si stia creando una cattiva abitudine.
"Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu", aveva dichiarato per esempio Alexis Saelemaekers in una intervista recente al Corriere della Sera. "Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l'attenzione dell'arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare", aveva aggiunto il giocatore rossonero.
Più recenti le parole di Antonio Vergara, in seguito alla partita vinta dal Napoli contro il Genoa: "Il rigore c'è, appena ho sentito il contatto ho pensato "ah, che gioia"". L'agente ha poi precisato che il suo assistito si riferiva solamente alla felicità di aver guadagnato un rigore, ma anche in quel caso si trattava di un tocco molto leggero, rispetto alla caduta. Gli esempi fra le simulazioni non mancano: si pensi per esempio a quella di Parisi della Fiorentina nella sfida di ieri contro il Como, sul tocco di Addai. Il problema è diffuso: oggi tocca a Bastoni, domani ad altri, ma non è più un problema di singoli giocatori che simulano.
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