Torce e forconi post Inter-Juve: Marotta difende Bastoni, Chivu pensa al Bodo Glimt
Torce accese, forconi affilati, sommosse popolari. Sembrano le jacquerie - rivolte contadine della Francia del XIV secolo - invece è semplicemente il calcio degli ultimi 20 anni, con Inter-Juventus di sabato sera ennesimo capitolo di una serie senza fine. Oggi è viglia di Champions League per i nerazzurri e i bianconeri scendono in campo contro il Galatasaray. Eppure il calcio giocato sembra contare poco e nessuno è veramente promotore di un cambiamento culturale. L’errore evidente dell’arbitro La Penna - così come sono palesi le storture del protocollo Var - è stato ammesso dal designatore arbitrale Gianluca Rocchi, la cui dichiarazione è viziata da un “ma” abbastanza stucchevole: “C’è stata una simulazione chiara. L'ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti modi di fregarci. Dico questo anche a proposito di un campionato in cui gli allenatori non ci hanno mai aiutato, ma ci hanno messo in difficoltà".
Tutto ciò è vero e nessuno lo mette in dubbio. È il concetto di fondo tuttavia ad essere pesantemente sbagliato, perché parliamo ancora una volta di scuse a metà, per far ricadere la responsabilità su altri protagonisti. Nel caso di specie Alessandro Bastoni, protagonista di un gesto antisportivo, trincerato nel silenzio, vittima al pari del direttore di gara di un'ondata di odio online ignobile, all'interno della quale sono precipitate anche le rispettive famiglie. Il modus operante di Rocchi però è solo un esempio, perché non fa eccezione nemmeno il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta, intervenuto ieri nell’assemblea di Lega in merito al “non contatto” della discordia tra Bastoni e Kalulu: “Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? […] voglio ricordare Juventus-Inter del 2021, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione di Cuadrado, con arbitro Calvarese". Anche qui il dito si sposta su altri episodi, mai veramente contro se stessi. Giro palla sterile e tedioso, per dirla in termini calcistici.
C’è poi Giorgio Chiellini, director of Football Strategy della Juventus, protagonista nella conferenza stampa post partita del Meazza e di un intervallo infuocato: “Diventa difficile parlare di calcio di fronte ad un'ingiustizia del genere" - dice il Chiello - parlando in particolare del regolamento, incapace di intervenire su un episodio di chiara simulazione. Un’esclamazione forte e forse poco ortodossa - pur rivolgendosi in particolare alla classe arbitrale - perché sul campo quasi nessuno può ergersi a paladino di lealtà e le "ingiustizie" sportive si sono sempre viste, con la tecnologia hanno semplicemente un'eco ancor più ampia. "Ci si costerna, si indigna, ci si impegna, poi si getta la spugna con gran dignità", direbbe De André. Oggi Chivu proverà a far raccogliere le energie per la trasferta di Bodo, gara d'andata dei playoff di Champions League. E chissà se il pallone tornerà a far parlare nella sua essenza più pura.
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