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Il portiere del City, il centrale dell'Arsenal, i big dell'Inter, il capitano della Juve, il miglior attacco possibile e una rosa all'altezza per i giorni più importanti della storia recente del calcio italianoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Marco Conterio

Il portiere del City, il centrale dell'Arsenal, i big dell'Inter, il capitano della Juve, il miglior attacco possibile e una rosa all'altezza per i giorni più importanti della storia recente del calcio italiano

I giorni più importanti della storia recente del nostro pallone. Stasera contro l'Irlanda del Nord e l'auspicio è che ci sia anche una tappa, l'ultima salita, prima della discesa Mundial, martedì sera in Galles o Bosnia che sia. Perché perdere oggi a Bergamo avrebbe un sapore amarissimo, il 31 dovremmo andare in casa della sconfitta dell'altra semifinale per giocare una partita da tregenda. Come fu illo tempore contro la Turchia. Però la storia stavolta è diversa da quell'Italia disgraziata che finì fuori contro la Svezia e non ci sembra neanche la stessa che ci accompagnò fino alla gara contro la Macedonia. Lì c'era la paura sì ma pure la sindrome da pancia piena. Una commistione di sentimenti, l'Europeo festeggiato e poi un altro Mondiale perduto. Vi preghiamo, Gennaro Gattuso e tutti i suoi apostoli con la maglia azzurra. Risparmiateci mesi e mesi e anni e anni di discussioni sui ragazzi che non giocano sui campetti degli oratori, sugli oriundi e sui giovani stranieri che costano meno ma che tolgonos pazio ai nostri cari e carissimi giovani italiani. Permetteteci di sognare, di farlo fare a un'intera generazione che mica ha visto le Notti Magiche, mai nella vita, ma neppure sa che sia quel 'po-po-po-po-po' di berliniana memoria che tanto c'ha fatti godere. Mica si pretende che ritorni alla memoria l'urlo di Tardelli, finanche il rigore di Baggio e viva l'Italia. Però siamo cresciuti coi racconti di Italia-Germania 4-3, e le famiglie a casa di chi aveva il televisore per vedere i nostri campioni. I Mondiali scandiscono i tempi delle nostre vite, sicché ridateci un calendario, un orologio, dei punti cardinali, ragazzi. Abbiate paure, timori, terrore, e buttate tutto giù, prima del fischio d'inizio. Scaricate nelle ore del cammino, la tensione. L'Italia è il portiere Campione d'Europa. E' il centrale della squadra che domina la Premier League. E' un piccolo blocco della finalista dell'ultima Champions e della prima in Italia. E' il duo d'attacco che insieme pare complementare e che ha meravigliato nell'ultima Serie A. E' un ragazzo che in Premier League ora e prima al Milan è stato dominatore. E' un esterno destro Campione d'Italia. E' tanti ragazzi che devono solo fare una cosa, per questi centottanta minuti, stasera e martedì. Ricordarsi della missione, della responsabilità, ma pure del proprio valore. Gennaro Gattuso li ha scelti per questo. Non c'era tempo per costruire un palazzo nè per pensare alle fondamenta. Solo per scavare una trincea. Così ha pensato di costruire il suo gruppo, la sua brigata, uomini fidati, certificati, per andare oltre le linee nemiche. L'Irlanda del Nord, il Galles o la Bosnia, tutti avversari alla nostra portata. La ricetta, è chiara. Rispetto, serenità, ma pure consapevolezza. Le stelle sul petto dell'Italia Mondiale devono tornare a sventolare al grande ballo. Uomini azzurri, destini forti.