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Ecco il derby, Muraro: "Punto su Pio Esposito, temo Pulisic. Milan ad immagine di Allegri"TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 10:15Serie A
di Daniele Najjar

Ecco il derby, Muraro: "Punto su Pio Esposito, temo Pulisic. Milan ad immagine di Allegri"

Ci siamo per il derby di Milano: l'attesa è quasi finita, stasera si fa sul serio a San Siro. Al di là del peso che potrà avere questa gara sulla lotta Scudetto, Milan-Inter è una di quelle partite che valgono una stagione, per il predominio cittadino: dopo la vittoria rossonera dell'andata, i nerazzurri vogliono la rivincita per blindare il tricolore. L'ex attaccante dell'Inter, Carlo Muraro, ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue sensazioni per questa sfida. Cosa significa giocare un derby per lei? "È una delle partite più importanti della stagione. Sia per l'Inter che per il Milan, per il predominio della città. Il derby non va giocato, va vinto: i tifosi se lo ricordano solo se hai successo, non se lo giochi bene". Il discorso Scudetto può essere riaperto? "Può essere, ma mi sembrano tanti comunque 7 punti, in caso di vittoria del Milan, visto che mancherebbero poi solo 10 partite. L'Inter in questa partita può anche permettersi di non vincere, anche se farà di tutto per centrare i tre punti". Chi la preoccupa del Milan? "Mi preoccupa Pulisic. Poi Leao, uno che se trova la giornata giusta ti mette in difficoltà. Il Milan è la squadra più adatta a mettere in difficoltà l'Inter. Le caratteristiche dei singoli si incastrano perfettamente con i difetti dell'Inter. Ultimamente si è visto. Tiene bene in difesa e poi colpisce con le occasioni che ha. Nonostante l'Inter abbia tirato molto in porta infatti, nel match d'andata ha perso". Che ne pensa dei due allenatori, Chivu e Allegri? "Ha mantenuto ciò che c'era di buono, cercando poi di verticalizzare di più rispetto ad Inzaghi. Il Milan ha la mentalità di Allegri, del fatto che conti il cortomuso. Conta la sostanza. Ha una squadra ben strutturata fisicamente, con punte che in velocità possono fare male". L'assenza di Lautaro può pesare o l'Inter sa come sopperire alle assenze? "Innanzitutto mi sembra che l'Inter stia bene fisicamente. Si è visto anche contro il Como: era una partita pericolosa, con tanti cambi, ma l'Inter pur senza brillare ha concesso poco. Poi certo: come Lautaro non ce n'è. Dove lo metti sta, in area anche una mezza palla sporta la può tramutare in gol. Fra gli attaccanti poi è quello che lega meglio con la squadra. Con Pio Esposito o Thuram l'Inter cambia un po': se gli attaccanti non si muovono nel modo giusto, è difficile anche per i centrocampisti andare in area avversaria". Che ne pensa di Pio Esposito? "Ciò che mi piace di più di lui è la cattiveria agonistica che ha dentro, il carattere. È uno che aiuta molto la squadra, forte fisicamente, difende palla, è altruista e sa anche fare gol quando ne ha l'occasione. Tenendo presente che ha vent'anni e può ancora migliorare". Come si spiega il calo di Thuram? "E che ne so (ride, n.d.r.)! Difficile rispondere. Ma vedo che lui ha sempre il sorriso. Non è ancora nella condizione dell'anno passato. Mi sembra in affanno quando fa una corsa in più: la velocità e la resistenza sono determinanti per lui. L'anno scorso saltava gli avversari, quest'anno mi sembra faccia più fatica. Forse anche il fatto che gli avversari stessi lo conoscano di più influisce". In questa Inter manca un Carlo Muraro? "Non sta a me dirlo, io giocavo dove mi mettevano gli allenatori. Destra, sinistra, al centro: ho cambiato spesso, sempre con l'intento di aiutare la mia squadra. Ho fatto anche gol, ma l'importante per me era esaudire le richieste dei miei allenatori". Un'ala aggiunta per il rendimento che ha oggi è Federico Dimarco, pur se molto diverso da lei chiaramente. "Ha detto bene: è un'ala aggiunta. Mi stupisce come con Inzaghi venisse sempre sostituito. La fiducia che gli dà Chivu si vede poi nel suo rendimento in campo. Ha sempre bisogno di scattare per essere pericoloso. Però ha un piede con cui fa quello che vuole. Se avessi avuto lui a crossare, probabilmente qualche gol di testa lo avrei fatto anche io (ride, n.d.r.)". Che ne pensa del fatto che ora Bastoni sia fischiato in ogni stadio? "Credo abbia sbagliato, soprattutto sull'ingenuità nell'esultare dopo quell'espulsione di Kalulu. Detto questo, non drammatizziamo. Pagherà fino a che i tifosi avversari ricorderanno questo episodio". Sulla Nazionale: ottimista sul playoff? "Gattuso è l'allenatore ideale, sa come trasmettere l'agonismo e la cattiveria necessari per questa partita. L'Italia ha bisogno di questo. Le avversarie da battere (Irlanda del Nord e poi eventualmente una fra Galles e Bosnia ed Erzegovina) hanno tutte qualità, ma sono inferiori agli azzurri. Nel calcio non sempre vincono i migliori e ci sarà da fare grande attenzione per tornare finalmente ai Mondiali".