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tmw / inter / Serie A
La proposta di Bollini, CT Italia U19:  "Ci vorrebbe il campionato delle seconde squadre"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 15:20Serie A
di Dimitri Conti
fonte dall'Arena Brera di Milano, Ivan Cardia

La proposta di Bollini, CT Italia U19: "Ci vorrebbe il campionato delle seconde squadre"

Alberto Bollini, commissario tecnico dell'Italia Under 19, ha parlato a margine della finale di Coppa Italia Primavera tra Atalanta e Juventus. Di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TMW: "Complimenti ad Atalanta e Juventus per aver raggiunto questa prestigiosa finale. Questo è un modo per confrontarci, il modello delle giovanili italiane funziona e lo dicono i risultati: non è il momento di fare processi sul tema giovani, ma di porre riflessioni e trovare aspetti da migliorare, senza generalizzare. Sui contenuti tecnici, c'è una frase che mi piace: per andare avanti, bisogna tornare un po' indietro. E quindi meno tattica e più tecnica, questo lo condivido: siamo troppo vincolati al risultato, ci vuole più coraggio con i giovani. Ed è lì che serve la società". Del mancato ingresso di Braschi in Fiorentina-Sassuolo, divenuto un po' immagine delle difficoltà per i giovani italiani, che idea si è fatto? "Lo utilizzo come esempio, senza addentrarmi nelle vicende del club e di Vanoli, professionista che ha fatto un grande percorso. Ci vuole comunque attenzione: quando i giovani giocano in prima squadra vivono di grande entusiasmo e cercano di imparare tutto dai campioni, quando non giocano invece oziano un po'. E poi tornano in Primavera e si dice che non sono più performanti: si deve lavorare sull'aspetto morale ed emotivo. Il minutaggio comunque fa bene a tutti, valorizzi anche i ragazzi". Seconde squadre, categorie inferiori: qual è la sua posizione? "Sulle squadre B ero super favorevole quando non c'erano. E per me andrebbe fatto proprio il campionato delle seconde squadre, con meno assillo e tensione per il risultato. Un passaggio fondamentale per i nostri giovani". Servono dei passi avanti nello sviluppo del talento. Come fare? "Abbiamo un'area scouting che funziona molto bene nel Club Italia ed è stata implementata anche all'estero. Bisogna concentrarsi sulla cosa, tanti di questi ragazzi potrebbero essere valore aggiunto per il calcio italiano, oltre che solo per la Nazionale". Le difficoltà della nazionale maggiore dell'Italia si riversano sulle Under? "Io posso testimoniare per i miei 6 anni nelle giovanili azzurre. E parto da una fotografia, quella dell'affetto con cui questi ragazzi si salutano quando finisce il ritiro e devono tornare al club. Se questo percorso arriva fino alla Nazionale A, meglio, altrimenti è stato per via di qualche difficoltà. Ma vi assicuro che è un percorso sereno e propositivo". Come si vincono le grandi competizioni? "C'è una frase che dico spesso ai ragazzi che alleno e agli studenti di Scienze Motorie: la vittoria non ha categoria. Ci vuole sempre l'abilità di azzerare e tenersi l'esperienza positiva. Non era semplice arrivare all'Europeo in Galles, abbiamo vinto con merito un girone insidioso. C'è sempre giugno in cui i ragazzi interrompono l'attività e studiano per la maturità: a noi accompagnarli, e l'Italia giocherà da Italia, sudando la maglia".