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Rivoluzione FIGC, Giletti: "Malagò? Lo stimo, ma serve Maldini. Gravina fallimentare"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 14:30Serie A
di Daniele Najjar

Rivoluzione FIGC, Giletti: "Malagò? Lo stimo, ma serve Maldini. Gravina fallimentare"

Il calcio italiano vive momenti di grande attesa: il 22 giugno è la data fissata per l'elezione del successore di Gabriele Gravina alla presidenza della FIGC. Sarà il primo passo per una svolta che è necessaria come non mai all'intero movimento, dopo tre edizioni del Mondiale mancate. Ma su chi bisognerebbe puntare per questi cambiamenti? Il conduttore televisivo Massimo Giletti, noto amante del calcio e tifoso della Juventus, ha detto la sua in merito a TuttoMercatoWeb.com. Il suo nome per la FIGC? "Paolo Maldini". Perché proprio lui? "Le rivoluzioni le devi fare con uomini che non appartengono al potere. All'Italia serve una rivoluzione". L'aspetto più impellente sul quale intervenire? "Vanno stilate linee guida importanti per i vivai, che per me dovrebbero essere uguali per tutti. Poi ci devono essere ispettori che vanno a vedere cosa succede. Ricordo sempre cosa mi disse Zoff". Cosa le disse? "Ho un ricordo bellissimo delle sue parole. Mi disse che nei primi anni si imparava come controllare la palla, poi ti insegnavano come fare il passaggio correndo. Poi, quando eri un po' più grande, ti veniva insegnato il dribbling, l'uno contro uno. Al centro c'era il divertimento, però. Ecco perché oggi serve uno che abbia vissuto il calcio da protagonista, come Paolo Maldini. Che dia delle linee guida serie e che poi vada nei settori giovanili. Tu costruisci un ragazzo, ma poi devi fare squadra". Sembra di parlare delle stesse cose dai tempi del famoso dossier di Baggio... "Gravina è stato fallimentare. Questi problemi del calcio italiano li conosciamo da più di 12 anni, da tre Mondiali mancati. Sono poche le squadre che hanno una struttura del settore giovanile forte, oggi". L'ipotesi Malagò? "Stimo moltissimo Malagò, un numero uno assoluto, sarebbe un'altra strada certamente: ha vinto, ha costruito, ha fatto bene. Però credo che oggi serva un uomo di calcio, che abbia fatto calcio. Maldini è stato anche un grande dirigente. La prima ricostruzione del Milan dai disastri del post-Berlusconi è partita da Maldini. Servono nomi come il suo". Magari tutti e due? Malagò che possa dare un ruolo in Federazione ad ex calciatori? "Però deve esserci uno che comanda. I binomi possono funzionare, se fosse un binomio costruttivo, se le due persone hanno un buon rapporto. Se devono esserci tensioni, allora no". Conte sembra aver aperto a tornare come ct della Nazionale? "Conte ci ha fatto quasi vincere contro la Germania con Pellè cenravanti... Ha fatto i miracoli, come Spalletti sta facendo alla Juventus oggi. Conte è un numero uno ovunque va, ha la capacità di ripartire da zero, come serve al calcio italiano". A proposito di Spalletti: l'accordo sul rinnovo è il primo passo per una Juve che possa competere per lo scudetto? "L'artefice di questo miracolo, di quello che si intravede oggi nella Jue è solo Spalletti. I giocatori sono gli stessi, non è un piccolo tassello, ma un mattone da cui costruire la nuova Juventtus. Che deve affidarsi a Spalletti e Chiellini. Chiellini deve salire a ruoli importanti, decisionali. Il calcio deve tornare in mano a chi ha fatto calcio, i manager facciano i manager. La scelta dei giocatori la faccia chi è competente, non chi sceglie con gli algoritmi".