Petrucci: "Gravina è stato un buon presidente. Il mio ct ideale sarebbe Mancini"
Il dirigente sportivo Gianni Petrucci, ex presidente del CONI e dieci mesi da commissario della FIGC oggi confermato per la sesta volta alla guida della Federazione italiana di basket, ha parlato al Corriere della Sera a proposito dei problemi del nostro calcio: "Il governo deve avere un rapporto privilegiato con lo sport. Ammettiamolo: è autonomo solo sulla carta. Il calcio ha bisogno di riforme sulla tassazione e agevolazioni fiscali, per cominciare. Le leggi le fanno il Parlamento o l'Esecutivo, ed è bene ci sia una comunione tra le direttrici".
E ancora, prosegue Petrucci con la sua ricetta per risollevare il calcio italiano tramite l'ausilio della politica: "Non si tratterebbe di un'intromissione: volenti o nolenti, un'intesa con la politica serve. Per esempio, quando ero presidente CONI, a capo della Federcalcio c'erano Carraro e Galliani per Lega Serie A. Nel 2003 il 'caso Catania' mise a rischio l'inizio de campionati e andammo dal presidente del Consiglio di allora, Silvio Berlusconi, a chiedere e ottenere una misura straordinaria".
Sulle dimissioni di Gravina da presidente FIGC, aggiunge Petrucci: "Non c'era altra strada, per il clima che si era creato. Ma è stato un buon presidente, ha vinto gli Europei. Peccato che non abbia tirato il rigore a Zenica, avrebbe segnato". Sul possibile erede Giovanni Malagò, quindi, dice: "Sono sua amico da una vita, è stato nel mondo del calcio e lo conosce bene. Non voglio bruciarlo lanciandomi in giudizi. Non basta essere stati ottimi calciatori per ricoprire cariche istituzionali. Però ci sono grandi ex calciatori con profili da dirigente, vedi Albertini o Paolo Maldini. Commissario? Io da presidente CONI nominai Guido Rossi in piena Calciopoli per traghettare il calcio fuori dagli scandali…".
Al che, Petrucci aggiunge anche un candidato ideale per il prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio: "Intanto vorrei ricordare che l'ultimo ad aver vinto qualcosa in azzurro è Roberto Mancini. Sorrido quando leggo che si è lasciato male con la Federazione: ma gli altri mica se ne sono andati tra gli applausi. Io punterei su chi ha vinto e Roberto lo ha fatto. Poi mi piace per un altro motivo, amo gli allenatori con cui si parla di altro oltre allo sport. E con Roberto parli un po' di tutto".











