L'ultimo saluto della UEFA a Lucescu: "Figura eccezionale, la sua influenza durerà a lungo"
Mircea Lucescu, protagonista di una carriera lunga quasi mezzo secolo tra panchine di club e nazionali in tutta Europa, è scomparso qualche giorno fa all'età di 80 anni. Fino a pochi giorni fa era ancora alla guida della Nazionale rumena, ultimo capitolo di un percorso straordinario che lo ha visto lavorare in Italia, Turchia, Ucraina e Russia. Un cammino che ha lasciato un segno profondo nel calcio internazionale.
Il presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, lo ha ricordato così: "Il calcio europeo e mondiale perde una figura eccezionale, la cui influenza e il cui lascito dureranno per generazioni. Era un uomo di straordinaria intelligenza calcistica, dignità e passione, un punto di riferimento per tutto il movimento".
Prima ancora di diventare allenatore, Lucescu era stato un giocatore di alto livello con il Dinamo Bucarest, vincendo numerosi titoli nazionali. Con la nazionale rumena ha collezionato oltre un decennio di presenze, arrivando anche a indossare la fascia di capitano ai Mondiali del 1970. La carriera in panchina, iniziata nel 1979, lo ha portato a guidare club come Inter, Galatasaray e Beşiktaş. Proprio con il Galatasaray conquistò la Supercoppa Europea nel 2000. Ma è con lo Shakhtar Donetsk che ha scritto la pagina più gloriosa, vincendo la Coppa UEFA nel 2009 e numerosi titoli nazionali.
Nel 2021 ha aggiunto un altro trofeo con la Dynamo Kiev, prima di chiudere simbolicamente il cerchio tornando in patria. A 80 anni è diventato l’allenatore più anziano ancora in attività ad alto livello, raggiungendo quota 1.687 partite e 35 trofei tra competizioni nazionali ed europee. "È un giorno buio per il calcio rumeno e mondiale", ha dichiarato Răzvan Burleanu, presidente della federazione. "Non perdiamo solo un allenatore, ma un mentore capace di ispirare intere generazioni. Il suo impatto è incalcolabile".
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






