La Roma dimentica il Real, l'Inter dimentica il Brugge, il Napoli si dimentica di giocare. L'avvio horror di Allegri che fa tremare De Laurentiis
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Tommaso Bonan
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Oggi alle 01:10Editoriale
autore Tommaso Bonan
18.10.2026 01:10Editoriale
La Roma dimentica il Real, l’Inter dimentica il Club Brugge, il Napoli si dimentica di giocare. L’antipasto di Serie A, che ha visto in campo le squadre impegnate in settimana in Champions, scivola via tra conferme e pesanti punti interrogativi. Il primo, su tutti, quello del Napoli di Allegri sconfitto per l’ennesima volta in stagione.
Napoli, dove sono i punti?
La fiducia e la voglia di uscirne insieme, concetti citati dagli stessi protagonisti del Napoli nel post gara di Venezia, sono belle parole. Che in quanto tali, appunto, restano volatili. Effimere, evanescenti. Scegliete voi il termine, il concetto resta lo stesso. Per quanto doverose, le dichiarazioni d’intenti non bastano a derubricare il ko contro l’ultima in classifica, prima del Napoli ancora a secco di punti. Il quadro generale è preoccupante, i numeri lo dimostrano. Terza sconfitta in sette partite di campionato per Allegri e il suo Napoli, che diventano 5 in 9 partite totali in stagione. Quindi, 10 punti sui 21 disponibili in queste prime 7 giornate, con lo zero in Europa ad aggravare il quadro. Vero, il Napoli può recriminare anche per un rigore fallito, ma il problema in questo caso è un altro. Dopo un primo tempo ai limiti dell’imbarazzante, il primo intervento di Stankovic (MVP del Venezia assieme ad Adams) arriva dopo più di un'ora su una girata di Hojlund. Al di là dei giudizi sui singoli – evidente in questo senso la prova fallita, l’ennesima, da Lucca – col Venezia il Napoli ha perso cinque delle sue prime nove partite stagionali tra tutte le competizioni (non succedeva dal 2002), soprattutto lo stesso numero di sconfitte quante nelle 29 precedenti.Allegri, c'è in gioco la il futuro
Insomma, la sconfitta in Laguna è emblematica della crisi di una squadra che, piuttosto, sembra a fine ciclo. I punti di distacco dall’Inter sono 9, i gol in campionato sono 10, pochissimi in proiezione. Le occasioni arrivano, vero, ma il digiuno degli attaccanti zavorra la produzione di gol. Hojlund è sempre tra i migliori, ma non timbra da oltre un mese. Tanto per dire. E poi gli infortuni, il mercato assente, chi più ne ha ne metta. E poi c’è Allegri. Chiamato a ribaltare una stagione – quella passata – deludente anche dal punto di vista personale, con un Milan sicuramente non all’altezza delle aspettative iniziali su gioco e risultati. La sensazione è che per ora non sia cambiato niente. E adesso? Per il Napoli arrivano due esami da non fallire: lo spauracchio Bodo/Glimt in Champions e sabato prossimo - sempre al Maradona - un Napoli-Roma che sa tanto di gara da dentro o fuori. E che potrebbe già decidere il destino di Allegri.L'Inter di Chivu e la (giovane) Roma di Gasperini rispondono presente
Chi se la passa decisamente meglio, nonostante reduci anch’esse dai ko di Champions, sono Inter e Roma. A Bologna, Chivu dimostra ancora una volta di essere allenatore che sa cambiare bene le carte, anche a gara in corso. La vince con i cambi, macina punti e record (l’Inter ha guadagnato 19 punti dopo le prime sette partite stagionali di Serie A solo per la quarta volta nell'era dei tre punti a vittoria), e passa indenne il primo dei tanti step che vedranno i nerazzurri scendere in campo orfani di Lautaro Martinez. A questo giro, con un Pio Esposito più in ombra, ci hanno pensato Thuram e soprattutto Bonny. Per lui tre gol nelle sue ultime cinque presenze in tutte le competizioni, tanti quanti ne aveva realizzati nelle 36 gare precedenti. Quando si dice, sfruttare il momento. Unico appunto, l’Inter è la squadra che ha recuperato più punti da situazioni di svantaggio in stagione nei cinque grandi campionati europei. Capacità di reagire a parte, quindi, servirà un pizzico di attenzione in più negli approcci alle prossime gare. Infine la Roma. Arrivano tre punti contro il grande ex De Rossi e riparte la corsa. Il tutto senza Malen, senza Dybala, senza Kone. E schierando sempre contro il Genoa un undici titolare con un’età media di 24 anni e 362 giorni, il suo più giovane in un match di Serie A dal 2021. Questa è infatti anche la Roma dei vari Lulli, Rodrigo Mora, Pisilli e via discorrendo. Ma soprattutto, è la Roma di Gasperini, sempre più riconoscibile, al di là di chi scende in campo dal primo minuto.Altre notizie
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