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Alisson sfida l'Inter col suo Shakhtar e punta Bastoni: "Voglio metterlo in difficoltà, a San Siro senza paura"

autore
Daniele Najjar
Oggi alle 14:00Serie A
autore Daniele Najjar
20.10.2026 14:00Serie A
L'esterno brasiliano classe 2005 è stato nominato MVP dell'ultima vittoria dei suoi in Champions, contro l'AEK: ora punta l'Inter.
Sono ben 15 i giocatori che compongono la colonia di brasiliani attualmente presenti nella rosa dello Shakhtar Donetsk, prossima avversaria dell'Inter in Champions League. Fra i migliori in Europa nel lavoro di scouting e valorizzazione dei giovani talenti, anche in questa stagione il club ucraino ha diversi prospetti in rampa di lancio. Come Alisson Santana, esterno offensivo classe 2005, che fa parte dell'anima verdeoro del gruppo di Arda Turan e che è stato nominato MVP dell'ultima vittoria centrata in Europa dai suoi, contro l'AEK. A 21 anni nel palmares conta già su un campionato vinto la scorsa stagione in Ucraina, una Coppa d'Ucraina, due campionati brasiliani con l'Atletico Mineiro ed ha giocato una finale di Copa Libertadores nel 2024. Domani potrebbe essere fra gli undici scelti dal tecnico per provare a fare un altro sgambetto alla squadra di Chivu ed ha parlato a TuttoMercatoWeb.com delle sue sensazioni in vista del match di San Siro. Come ti senti ad affrontare una squadra come l'Inter? "Non vedo l'ora che arrivi la partita e sono molto felice per questa opportunità, è sempre stato un mio obiettivo quello di affrontare partite di questo livello e di giocare in Champions League, che è il torneo più importante a livello di club. Non vedo l'ora, spero che potremo fare il nostro calcio anche a San Siro". Domani, se giocherai titolare, potresti trovarti di fronte a Bastoni. Pensi di potergli creare molti problemi? "Non temo nessun giocatore. Credo che, grazie alle mie qualità e al mio talento, potrò mettere in difficoltà qualsiasi difensore. Lavorerò per far sì che sia una serata positiva e fortunata. Giocherò come so fare, restando fedele al mio stile. Vedremo. Rispetto molto Bastoni, lo conosco, ma giocherò la mia partita cercando di vincere i duelli contro di lui". L'Inter non potrà contare su Lautaro, che è infortunato. Senza di lui, chi temi di più dei nerazzurri? Anche se hai già detto di non temere nessuno. "Sì, non temo temo nessuno, ma nutro grande rispetto per molti giocatori, in particolare per Lautaro ovviamente. Il suo stile mi piace molto; volevo che giocasse, per poterlo vedere all'opera dal vivo. Non conosco altri calciatori capaci di creare pericoli simili, ma si tratta dell'Inter: non possiamo sottovalutarli. Dobbiamo scendere in campo con la stessa sicurezza di sempre, affrontandola come una partita qualunque, a prescindere da chi giochi o da quale sia l'avversario". Qualche club in Italia ti ha mai cercato? E ti piacerebbe giocare in Italia, in futuro? "Di questi aspetti si occupano il mio agente e il club, ma è chiaro che in Italia ci sono molti grandi club. Mi piace molto il Milan; in passato hanno avuto tanti brasiliani. Sarebbe un onore giocare in Italia, ma non si sa mai: il futuro è nelle mani di Dio". Nell'ultima sfida contro l'AEK sei stato premiato come mvp. "Ero molto tranquillo prima della partita; avevamo studiato la loro squadra e sapevamo cosa aspettarci. Le cose sono andate bene per me e ho acquisito fiducia con il passare dei minuti. È stata un'ottima gara, sia per me che per tutta la squadra. Sono felice di aver ricevuto questo premio: a guardarlo bene, sembra quasi il Pallone d'Oro! (ride, n.d.r.). Significa molto per me; sono davvero felice e molto fiducioso per il futuro". Intanto non avete ancora perso, nelle prime due partite, raccogliendo una vittoria con l'AEK e un pareggio in casa del PSV. "Come dicevo noi cerchiamo di entrare in campo con la nostra idea di calcio, indipendentemente dall'avversario. Vogliamo continuare così, con un'identità ben precisa e le idee sempre più automatiche nella nostra testa da portare in campo. Il pareggio con il PSV è stato buono considerando anche che eravamo in casa loro, vogliamo continuare così per raggiungere il primo obiettivo, che è quello di qualificarci al turno successivo". Dove pensi possa arrivare lo Shakhtar in Champions? "Non saprei, stiamo sognando. Al giorno d'oggi non ci sono grandi favoriti; ogni squadra può sorprendere l'altra. Conosciamo il nostro modo di giocare e cercheremo di arrivare il più lontano possibile. Non so dire dove arriveremo – ai quarti, in semifinale? – ma daremo il massimo per spingerci il più avanti possibile, continuando a crederci". E l'Inter? "L'Inter è una grande squadra, che ogni stagione riesce ad arrivare lontano. Spero che avremo un po' di fortuna contro di loro. Non saprei dire esattamente dove potranno arrivare, vedremo". A proposito di San Siro: che effetto ti fa entrare per la prima volta in questo stadio? "Conosco lo stadio, ho guardato molte partite in TV giocate lì. Mi è sempre piaciuto e ho sempre sognato di giocarci. Sarò felicissimo di avere questa opportunità. Spero che riusciremo a fare bene lì". La possibile convocazione di Ancelotti con il Brasile, cosa rappresenta per te? "È un sogno: come ogni bambino o ragazzo, desidero rappresentare il mio Paese. È un mio obiettivo. Continuerò a fare bene qui, e magari, come conseguenza, arriverà la convocazione. Sì, è un traguardo che voglio raggiungere".

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