C'è una grande lezione che arriva dal nuovo Pallone d'Oro Harry Kane! Mbappé segua l'esempio dell'inglese, PSG troppo nelle retrovie. Paradosso Yamal: terzo per colpa del Mondiale
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Raimondo De Magistris
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27.10.2026 00:41Editoriale
A 33 anni il bomber inglese ha conquistato il Pallone d'Oro 2026 davanti a Mbappé e Yamal. Quarto Rodri, quinto l'intramontabile Messi
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E chi se lo aspettava solo qualche anno fa... Harry Kane sembrava destinato a una carriera da perdente modello, è stato per buona parte della sua vita calcistica il simbolo di un Tottenham che non vinceva (e non vince). L'attaccante che nonostante i gol a grappoli non riusciva a trascinare gli spurs fuori dalle sabbie mobili della mediocrità. E chi se lo aspettava che ieri sera, nella sua Londra, potesse alzare al cielo il più importante premio individuale? E invece 73 gol stagionali possono bastare per un treno che a 33 anni sembrava perso definitivamente. Settant'anni dopo Stanley Matthews, 25 anni dopo Michael Owen, Kane certifica la forza del calcio inglese ma anche del progetto Bayern Monaco. Una squadra che ha scelto all'alba dei trent'anni per iniziare finalmente a vincere. Per ricominciare, per ripartire.
E qui arriva la grande lezione che il centravanti inglese ha dato a tutto il resto del mondo: non è mai troppo tardi. C'è sempre tempo per rimettersi in discussione. Lui l'ha fatto in un altro paese, s'è trasferito in Germania per iniziare ad alzare trofei. Poteva adagiarsi nella sua comfort-zone e invece è andato a Monaco di Baviera per alzare ulteriormente il suo livello. Per consacrarsi definitivamente. Al primo anno in Germania altre delusioni, poi due Meisterschale per dire che sì, anche lui può vincere un titolo e farlo da protagonista. Gli manca ancora la Champions, ma l'ultima stagione è stata semplicemente spaziale: 73 gol complessivi, più di un gol a partita in una stagione infinita. Chapeau.
E' dai tempi di Messi nel 2010 che a vincere questo trofeo è un giocatore che nell'anno del Mondiale non ha vinto né la Coppa del Mondo né la Champions League: si è fermato in semifinale in entrambe le competizioni. E' un premio al percorso individuale e anche alla carriera di un ragazzo che a trent'anni veniva pagato 100 milioni di euro e sembravano tantissimi. Ha avuto ragione il Bayern Monaco, ancora una volta.
Settantatré gol Kane, 57 Mbappé. Sedici gol in più hanno sancito il distacco tra il primo e il secondo posto. Ma a fare la differenza anche un rendimento del Real Madrid che lo scorso anno ha chiuso a mani vuote. Da quando il campione francese è sbarcato in Spagna nella bacheca più ricca del mondo sono entrate solo due coppe internazionali figlie della Champions vinta l'anno prima. Mbappé nell'estate 2024 ha lasciato Parigi per vincere tutto a Madrid e invece da quando è andato via è stato il PSG ad aver vinto tutto. E' una vera e propria maledizione quella che lo perseguita a e 28 anni da compiere tra meno di due mesi Mbappé sa che non è più il ragazzino con tutta la carriera davanti. E' un campione fatto e finito, è stato il miglior marcatore dell'ultima Champions League e poi dell'ultimo Mondiale. Ma è tornato a casa a mani vuote e deve iniziare a vincere se vuole ambire anche al più importante premio individuale: non è mai troppo tardi, Kane insegna. Ma adesso anche lui deve fare l'ultimo step, il passaggio da campione assoluto a grande leader.
Sul gradino più basso del podio Lamine Yamal, per il terzo anno di fila il miglior giovane. Classe 2007, 19 anni, ha già in bacheca un Europeo e una Coppa del Mondo. Ha il talento giusto per diventare un giocatore generazionale. Ma allora perché non ha vinto lui dopo una stagione che ha visto il Barcellona trionfare in Spagna e la Spagna in Nord-America? Proprio perché all'ultima Coppa del Mondo è stata l'unica grande stella che non s'è accesa: il fuoriclasse nato nella provincia catalana ha fatto troppo poco e non a caso il miglior giocatore del torneo è stato Rodri che due anni dopo aver vinto il Pallone d'Oro ha chiuso al quarto posto.
A chiudere la top cinque l'infinito Leo Messi, solo sesto Khvicha Kvaratskhelia che è stato il miglior giocatore dell'ultima Champions League. Addirittura decimo Fabian Ruiz, l'unico giocatore a vincere tutto ciò che c'era da vincere nell'ultima stagione. A farlo anche da protagonista. Certo, lo spagnolo è una mezzala, non ruba l'occhio come i grandi campioni sul podio, però l'ex Napoli avrebbe meritato di più proprio come il georgiano. E invece al PSG solo il premio di miglior squadra dell'anno: una magra consolazione per chi è riuscito nell'impresa più complicata. Il secondo album è sempre il più difficile canta Caparezza, figurarsi il secondo successo consecutivo in Champions League.
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