"La prima cosa che mi è venuta in mente pensando a Juve-Napoli, a Spalletti-Allegri, non è stato il calcio, bensì il concetto di rispetto. Meglio, l'intollerabile, poiché vergognosa mancanza di rispetto nei loro confronti": lo scrive il direttore del Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni, fra le colonne del quotidiano oggi in edicola.
L'attacco di Zazzaroni
Il riferimento di Zazzaroni è al mondo dei social, "che stanno condizionando tanto giornalismo e perfino testate un tempo prestigiose", scrive. "Si fa troppo spesso confusione tra la libertà d'espressione e di critica e la mancanza di rispetto per chi ha il mestiere e venti, trenta o addirittura quarant'anni di esperienza e successi ad alto livello", aggiunge.
Poi altro attacco, stavolta nel mirino ci finiscono non solo i giornalisti, ma anche gli opinionisti: "Professionisti che hanno attraversato tutti i cambiamenti senza restare mai indietro, ma che per il ruolo che ricoprono sono costretti a subire attacchi violenti e stupide lezioni da soggetti senza arte né parte, ex calciatori dal valore insignificante, talenti solo parzialmente espressi, tutti a caccia di consensi, di un like, di un contrattino. Di un riconoscimento pubblico. Di luce. E denaro". E rilancia: "Io penso che tentare di insegnare calcio a Spalletti o Allegri sia come suggerire a Scorsese le scene di un film. Anche Scorsese può sbagliare il film una, due, tre volte prima di tornare a essere Scorsese".