Cardinale sfida Oaktree: stessa provenienza, ma quante differenze tra le proprietà di Milan e Inter
Due proprietà finanziarie nordamericane, due modelli diversi: Cardinale guida in prima persona, Oaktree affida l'Inter a Marotta
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Il derby di Milano è anche una sfida tra due proprietà che hanno diversi punti di contatto, ma un modo molto differente di gestire e raccontare i rispettivi club. Gerry Cardinale ha alzato ulteriormente il livello alla vigilia di Milan-Inter: il numero uno di RedBird ha riconosciuto i meriti della società nerazzurra, spiegando di prendere a modello la sua organizzazione, ma ha anche chiarito di essere convinto che il Diavolo possa raggiungere e superare i rivali. È soprattutto il modo in cui lo ha fatto a raccontare la distanza tra le due proprietà. Cardinale parla, concede interviste, commenta allenatori e mercato, racconta le proprie decisioni e negli ultimi mesi ha assunto un ruolo sempre più diretto nella gestione del club. RedBird ha comprato il Milan nel 2022 e oggi il suo fondatore è diventato anche il volto pubblico della proprietà, oltre che uno dei principali decision maker.
Cardinale in prima persona, Oaktree si affida a Marotta
Dall'altra parte c'è Oaktree, diventata proprietaria dell'Inter nel maggio 2024 dopo il mancato rimborso del finanziamento concesso alla holding di Steven Zhang. Anche in questo caso si tratta di capitale finanziario arrivato dal Nord America, con una differenza ulteriore maturata negli ultimi mesi: Oaktree è oggi parte della piattaforma di credito di Brookfield, gruppo canadese che ne ha completato l'acquisizione. Il modello scelto per l'Inter, però, è quasi opposto sul piano della comunicazione e delle strategie decisionali. La proprietà è presente nel consiglio di amministrazione e segue direttamente le scelte strategiche, ma raramente si espone attraverso un singolo rappresentante. Alejandro Cano lo ha fatto al momento dell'insediamento, mentre nella quotidianità la più vicina al club è Katherine Ralph. Il volto dell'Inter è però soprattutto Giuseppe Marotta, presidente, amministratore delegato e, dal 2025, anche azionista con una quota vicina al 2%. Oaktree tende quindi a parlare attraverso la struttura societaria, i comunicati e i propri manager - spesso riferendo le dichiarazioni a un "portavoce" non meglio specificato, come accaduto venerdì a margine della presentazione dello stadio -, senza costruire attorno a una singola figura proprietaria la stessa centralità mediatica che Cardinale ha assunto al Milan. Le differenze riguardano anche il modo di intendere la presenza nel club. Cardinale rivendica un modello da owner-operator: negli ultimi mesi è intervenuto direttamente sulla riorganizzazione del Milan, ha scelto Ruben Amorim, ha partecipato alle decisioni di mercato e ha spiegato di non voler più consegnare completamente l'area sportiva nelle mani di un solo dirigente (ma un direttore sportivo è in arrivo). Anche la nomina di Massimo Calvelli come amministratore delegato rafforza il legame diretto con RedBird. L'Inter ha seguito un percorso differente: Oaktree ha mantenuto e rafforzato una struttura che aveva già dimostrato di funzionare, mettendo Marotta al centro e lasciando al management una forte autonomia operativa. Due proprietà finanziarie, entrambe orientate alla sostenibilità e alla crescita del valore del club, oggi unite anche dal progetto del nuovo stadio di San Siro. Ma con due filosofie molto diverse: Cardinale vuole essere protagonista del Milan anche in prima persona; Oaktree preferisce che a parlare sia soprattutto l'Inter.Altre notizie
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