De Laurentiis: "Malagò un imprenditore, i politici sono preditori che non capiscono di calcio"
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Alessio Del Lungo
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Oggi alle 13:15Serie A
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12.10.2026 13:15Serie A
Il numero uno del Napoli difende l'amico commissario della FIGC: "Non ricandidare lui sarebbe un passo indietro rovinoso".
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Nel suo intervento al CPO Giulio Onesti, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato a TMW e non solo della situazione del calcio italiano: "Il mondo dello sport è politico e la politica rallenta perché vogliono mantenere le proprie posizioni. Quando ci sono i cambiamenti, ci sono dei piccoli terremoti, nessuno vuol perdere la propria presenza e la propria capacità di poter dire la sua. Nello sport e nel calcio ci sono dei giovani che sono impazienti di cambiare qualcosa che per loro è logoro, troppo lento, troppo stanco, ma ci sono le persone di una certa età che non vogliono mollare. La domande è se ci sarà il cambiamento. Auguriamoci di sì, sennò il calcio andrà in discesa, a meno che i famosi ragazzini diventeranno centenari, o addirittura li supereranno, e quindi tireranno, riconvertiti al calcio, la corda per tutti quanti".
I cambiamenti ci saranno per il 14 dicembre?
"È la stupidità che governa anche molto l'Italia. Abbiamo scelto, ci dimentichiamo che siamo società di capitali che hanno a che fare con personaggi che vengono eletti e devono dire la loro per giustificare il loro ruolo e molto spesso dicono cose che sono attaccate e legate al passato e non sono per il futuro. Malagò, anche se ha i suoi anni, è un imprenditore. L'ho sempre detto, il mondo si divide in imprenditori e preditori: i politici sono dei preditori e quelli che si sono mossi, ahimé, appartengono al mondo della politica e capiscono probabilmente ben poco del calcio e di dove dovrebbe andare in futuro".
La Serie A candiderà ancora Malagò?
"Absolutely (sorride, ndr). Sarebbe fare un passo indietro rovinoso. Le faccio una domanda, visto che lei fa parte di una compagine che si occupa di sport: chi metterebbe al suo posto? Esprima le sue idee, anche lei rappresenta l'Italia".
Si era parlato di attriti con i club più importanti.
"Ma no, sono tutte cavolate. Lei appartiene al mondo della comunicazione, che è interna o esterna come la vostra. E voi dovete fare parlare e creare il caos con la K sennò non vendete".
Clicca qui per leggere l'intervento di De Laurentiis.
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