"Gattuso sarà un riferimento mondiale": la Lazio vola e torna d'attualità la profezia del Sion
autore
Giacomo Iacobellis
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 13:08Serie A
autore Giacomo Iacobellis
12.10.2026 13:08Serie A
Il direttore generale del Sion, Marco Degennaro, ripercorre a TMW le origini del Gennaro Gattuso allenatore. Correva l'anno 2013.
www.imagephotoagency.it
Da una Nazionale incapace di conquistare il Mondiale a una Lazio capace di sorprendere tutti e ad andare a braccetto con l'Inter in vetta alla Serie A. La parabola recente di Gennaro Gattuso racconta di un allenatore che, ancora una volta, ha saputo rialzarsi dopo una delusione pesantissima. Il successo per 3-1 contro il Monza ieri ha trascinato i biancocelesti a quota 16 punti, gli stessi della Beneamata, dopo cinque vittorie nelle prime sei giornate. Un rilancio che riporta inevitabilmente alla memoria le parole pronunciate una decina di anni fa da Christian Constantin, storico presidente del Sion, quando il percorso in panchina di Ringhio era appena cominciato: "Tra sette-otto anni Gattuso sarà un riferimento a livello mondiale".
Gattuso allenatore, tutto è iniziato al Sion: la profezia di Constantin
Per capire le origini del tecnico oggi alla guida della Lazio bisogna tornare al 2013. Gattuso è ancora un calciatore del Sion quando, dopo la sconfitta per 4-0 contro il Thun, il 25 febbraio il presidente Constantin decide di affidargli anche la panchina, trasformandolo in allenatore-giocatore. L'esordio arriva appena due giorni dopo, con il successo per 2-0 contro il Losanna in Coppa Svizzera. Un'esperienza breve, durata circa un mese, ma sufficiente a lasciare il segno in chi lo aveva conosciuto da vicino. A ricostruire quei primi passi è stato Marco Degennaro, direttore generale del club svizzero, che in un'intervista esclusiva concessa a TuttoMercatoWeb.com ha ricordato la rapidità con cui l'ex centrocampista del Milan si era ritrovato a guidare la squadra. "Gattuso passò dal campo alla panchina in neanche una settimana. Ovviamente non fu semplice, ma anche da allenatore Rino ha sempre avuto la stessa grinta, la stessa voglia e lo stesso spirito che avevamo visto da giocatore. Oggi è un allenatore diverso, molto più maturo e con grandi esperienze alle spalle".Dal fallimento con l'Italia al rilancio in Serie A
È proprio la maturazione di Gattuso il punto centrale della riflessione di Degennaro. Dopo il Sion sono arrivate esperienze in Italia e all'estero, tra Milan, Napoli, Valencia, Marsiglia e Hajduk Spalato, fino alla chiamata della Nazionale. L'avventura azzurra si è però conclusa nell'aprile 2026, dopo la mancata qualificazione al Mondiale per mano della Bosnia. Una ferita che lo stesso tecnico ha definito destinata a rimanere, ma dalla quale ha cercato di ripartire accettando la sfida di Lotito. E i primi risultati gli stanno dando sicuramente ragione.Degennaro a TMW: "I segnali erano chiari già ai tempi del Sion"
La previsione di Constantin, in fondo, non era nata dal nulla. Degennaro a TMW ricorda un uomo che, pur essendo arrivato in Svizzera con l'intenzione di continuare a giocare, aveva già iniziato a comportarsi da allenatore. "Il presidente aveva ragione, i segnali che mandava Rino erano chiari già dai tempi del Sion. Gattuso era venuto per giocare e avrebbe voluto programmare meglio il suo cambio di ruolo, in realtà però da noi stava già facendo l'allenatore dal campo. Questo, grazie alla sua esperienza, leadership e determinazione". Qualità che il passare degli anni non ha cancellato, ma che sono state affinate attraverso esperienze, errori e ripartenze. "Rino è una grande persona, io stesso ho imparato molto da lui", conclude Degennaro.Altre notizie
Oggi
Ultime dai canali


