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tmw / juventus / Editoriale
Dentro o fuori dalla Champions non si cambi stradaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:14Editoriale
di Vincenzo Marangio
per Bianconeranews.it

Dentro o fuori dalla Champions non si cambi strada

Si, lo so, può sembrare un paradosso ma con o senza la qualificazione alla prossima Champions League non si deve cadere nell'errore di buttare di nuovo giù tutto e ricostruire. Il paradosso sta in ciò che è accaduto nella passata stagione. Il progetto Thiago Motta-Giuntoli che fallisce, la scelta di affidarsi al traghettatore Tudor e il raggiungimento in extremis del quarto posto con il rigore di Locatelli nell'ultima giornata. Missione compiuta o, meglio, stagione salvata e l'errata convinzione che la soluzione ai problemi era stata trovata. Sbagliato. Anzi, quello fu il primo degli errori. Tudor doveva essere salutato, nonostante l'obiettivo raggiunto e oltre che da Comolli bisognava da subito cambiare anche allenatore e progetto sportivo. E invece ci fu l'errata convinzione che si poteva partire anche con un allenatore che non aveva realmente convinto e che non era stato considerato meritevole (giustamente a mio parere) di un mercato fatto ad hoc. La fretta nella valutazione arrivò anche dal Mondiale per club al quale la Juventus non poteva presentarsi con Brambilla e non c'erano i tempi tecnici per trovare un nuovo allenatore.

Il resto della storia la conosciamo tutti: Tudor fallisce, Comolli pure e per non buttare via tutto si sceglie (tardivamente) di cambiare allenatore, ed ecco che arriva l'occasione Spalletti. Tecnico esperto, bravo, capace di studiare in pochissimo tempo la rosa a disposizione e provare a valorizzarla il più in fretta possibile. I risultati si vedono subito, almeno dal punto di vista del gioco, perché i risultati latitano per due motivi: la decisione tardiva di cambiare, e il grande lavoro che andava fatto su una rosa non all'altezza della Juventus. Nel frattempo Inter, Milan e Napoli occupano stabilmente le prime tre posizioni, la Roma di Gasperini prende forma e cresce il Como con il risultati che, anche quest'anno, la Juventus è lì, a rincorrere l'ultimo piazzamento per giocare il prossimo anno in Champions, tappa fondamentale per non vedere sfumare milioni determinanti per costruire il nuovo progetto. 

E qui arriva il paradosso. Semmai l'obiettivo non dovesse essere raggiunto, sarebbe sbagliato buttare via tutto proprio quest'anno che qualche base importante, grazie a Spalletti, è stata comunque costruita. Sicuramente ci saranno due tipologie di rafforzamenti della rosa, uno con i soldi della Champions e un altro (molto meno importante, senza il quarto posto. Ma nell'uno e nell'altro caso non bisogna commettere l'errore di lasciarsi sfuggire l'allenatore e questa volta, più che mai, bisogna insistere su questa squadra ascoltando le richieste di Spalletti e accontentandolo il più possibile, come non è stato fatto a gennaio. Soltanto così si potrà partire il prossimo anno con qualche certezza in più e punti interrogativi in meno, sulla base di un gruppo che crede nel suo tecnico e di un allenatore che ha la mentalità vincente e perfezionista che in bianconero manca da troppo tempo.