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Juventus: in attacco vietati passi indietroTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Mirko Nicolino
per Bianconeranews.it

Juventus: in attacco vietati passi indietro

Kolo Muani o Zirkzee? Questa Juve ha bisogno di un bomber che la butti dentro al primo tiro come facevano Trezeguet e Tevez

Se c’è un reparto della rosa della Juventus che indiscutibilmente nelle ultime stagioni è andato depauperandosi di qualità questo è l’attacco. Gli allenatori che si sono succeduti sulla panchina della Vecchia Signora, di volta in volta sono stati accusati di non aver sfruttato al meglio il materiale umano a disposizione. Ad esclusione di Luciano Spalletti, che al momento è esente da critiche di questo tipo. Non fosse altro perché oggi la Juve è la seconda squadra di Serie A ad aver segnato più gol, ovvero 51, contro i 65 dell’Inter, che sta facendo un campionato a parte. Semmai, il dato preoccupante è la sesta difesa del campionato, uno dei motivi per i quali i bianconeri non si trovano nei primissimi posti e devono lottarsi il quarto posto fino all’ultima giornata.

Ad eccezione del Napoli, nelle prime quattro posizioni si trovano le 3 difese migliori della Serie A e il dato è sostanzialmente replicato in tutti gli altri top campionati Europei. Bisogna fare gol e non prenderne, o comunque prenderne pochi se si vuole vincere tornei e trofei. E con Spalletti la Juventus ha preso la strada giusta in termini di produzione offensiva e di gol anche. Sì, perché non vanno in rete gli attaccanti (considerati come “punte” in senso stretto), ma per fortuna i gol li fanno i vari Yildiz, Boga, McKennie e ora anche qualcuno Thuram, Locatelli e Conceicao.

La coralità c’è, il numero di gol totale anche, bisogna trovare solo un migliore equilibrio e ridurre il numero di errori tecnici banali, che in alcuni casi portano Madama a subire gol “da dilettanti”. Per contraltare, però, ci rimane un dubbio amletico: se la Juventus avesse attaccanti che materializzano l’imponente mole di gioco costruita, quante reti potrebbe fare questa squadra? Tante a giudicare da quello che abbiamo visto negli ultimi mesi con errori macroscopici commessi soprattutto da David e in misura minore da Openda.

Non è un caso che un po’ tutti oggi aspettino Vlahovic come il “salvatore della patria”, dimenticando comunque che prima dell’infortunio il serbo avesse comunque segnato 4 gol in 16 presenze. Certo, per la maggior parte delle gare è sceso in campo sotto la guida di Tudor e quindi non in questo concerto attuale, ma la controprova non c’è, quindi non vale la pena di parlare di aria fritta. In linea teorica il serbo qualche gol sbagliato da David lo avrebbe fatto, ma non possiamo dimenticare che anche lui negli ultimi anni ha fatto la sua parte in termini di errori sottoporta, tanto da far dire a qualcuno dopo un celebre Fiorentina-Juve perso dai bianconeri: “date Vlahovic ai viola e Kean alla Juventus e la partita finisce diversamente”.

Insomma, Vlahovic peggio di Kean (?), con cui ha diviso l’attacco all’inizio della sua carriera in bianconero. E poi con Milik e poi con Kolo Muani. Attacchi abbastanza sterili, anche dopo l’arrivo del francese, che ebbe un impatto incredibile, ma poi si spense strada facendo. Anche per questo gli arrivi di David e Openda avevano acceso la luce dei tifosi, salvo poi spegnersi a suon di prestazioni non in linea con le aspettative e il curriculum realizzativo che portavano in dote. Tutto questo per dire che oggi se la Juventus vuole davvero rafforzare l’attacco serve un bomber d’area di rigore, uno stagionato come Lewandowski o pimpante come Osimhen, che faccia minimo 20-25 reti. Con tutto l’affetto per la sua parentesi passata in bianconero, Kolo Muani sarebbe un ritorno a un passato che ha già scritto una pagina deludente per l’attacco bianconero, così come Zirkzee, buon elemento di manovra ma non un centravanti puro, non mi pare la soluzione più adatta, anche se tutt’altro che distante dal pensiero Spallettiano. Alla Juve manca un Trezeguet, un Tevez, uno di quelli che attaccano la palla ferocemente e la scaraventano in porta alla prima e magari unica occasione capitata. Tutto il resto è noia.