Juventus, che la sosta porti consiglio
Si ripopola la Continassa nella giornata di oggi, poiché con il rientro di Luciano Spalletti dopo tre giorni di rompete le righe, comincerà la marcia di avvicinamento della Juventus alla gara interna contro il Genoa in programma lunedì 6 aprile. Nel giorno di Pasquetta i bianconeri saranno chiamati a battere la squadra allenata da Daniele De Rossi, sperando al contempo in buone notizie da Udinese-Como e Inter-Roma. Sulla carta il turno è favorevole alla Vecchia Signora, ma è inutile fare calcoli, visti i tanti punti lasciati per strada dai bianconeri, nell’ultima occasione contro il Sassuolo nell’ultimo turno.
Capitan Locatelli e i suoi dovranno fare qualcosa che non hanno mai fatto in questa stagione, ovvero vincere almeno 6 partite in un ciclo di 8. Da questo score dipenderà il presente e il futuro della Juve, poiché c’è in ballo una qualificazione alla prossima Champions League che inevitabilmente avrà impatto anche sulla pianificazione della stagione 2026-2027. Non giocare la Coppa dalle Grandi Orecchie significherebbe perdere almeno 70-80 milioni di introiti diretti, diversi milioni di introiti indiretti, “malus” che scattano nei contratti degli sponsor e diverse altre questioni.
Inevitabile, dunque, che approfittando della sosta, Spalletti (blindato anche da Elkann nella lettera agli azionisti Exor) e “i direttori” approfondiscano ogni aspetto del progetto futuro, mettendo sul tavolo entrambe le ipotesi, quella con la Champions League e quella senza. Il tecnico di Certaldo ha ben chiaro come rafforzare la squadra, ovvero con giocatori pronti, con una comprovata caratura internazionale e abitudine a giocare certi tipi di partite. Per arrivare a questi obiettivi di mercato, però, servirà avere gli argomenti giusti, ovvero mettere sul piatto tanti soldi e prospettare finalmente l’apertura di un ciclo.
In caso di quarto posto sarà più facile sedersi a un tavolo con i vari Rudiger, Bernardo Silva e compagnia, mentre con l’Europa League o peggio la Conference si dovrà pensare a un discorso diverso. La proprietà innanzitutto dovrà nuovamente ripianare, poiché è previsto il pareggio di bilancio a giugno 2027 e l’occhio dell’UEFA sui conti rimane vigile. Poi si dovrà pensare eventualmente ad azzeccare qualche colpo low cost come furono a suo tempo gli innesti dei vari Pirlo, Vidal e compagnia all’inizio del ciclo dei 9 scudetti.
È chiaro che questa seconda ipotesi rappresenterebbe un’altra scommessa, che arriverebbe dopo 6 “anno zero” di fila in cui non si è riusciti in realtà a ricostruire un’ossatura forte, nonostante 8 allenatori diversi e 4 direttori dell’area sportiva. Insomma, di carne al fuoco alla Continassa ce ne sarà tanta in questi giorni, al di là dei rinnovi di contratto dello stesso Spalletti, di Vlahovic e degli altri calciatori che attendono la convocazione per trattare. L’allenatore in primis non ne fa una questione di soldi né di lunghezza del contratto, visto che non allenerà ancora a lungo.
Ci sono solo da definire le strategie in entrata e in uscita, con il tecnico che ha le idee molto chiare soprattutto sulle seconde, visto che da tempo ha stabilito nella rosa gerarchie ben definite e alcuni elementi sono letteralmente finiti fuori dai radar della formazione. In più, ci saranno diversi rientri “ingombranti” dai prestiti, sia per questioni tattiche sia economiche. Serviranno scelte forti, perché dal grande potere che conferisce la Juve, derivano inevitabilmente grandi responsabilità. E i bonus sembrano essere finiti, così come le scuse. La prossima stagione, coppe o no, la Juventus deve quantomeno tornare a lottare per vincere il campionato.






