Giorni di annunci ed esami senza appello per la Juventus
Sono giorni caldi, caldissimi, per la Juventus. Tra annunci di rinnovi attesi, trattative in entrata e in uscita che entrano nel vivo, il futuro della Vecchia Signora passa proprio da questo momento della stagione. Sabato sera si giocherà a Bergamo una gara delicatissima contro l’Atalanta e non ci sono bonus che i bianconeri possano più giocare. Se il Como manterrà la media punti attuale, chiuderà la stagione a quota 71 punti, mentre la Juve con la media punti di Luciano Spalletti chiuderebbe a quota 70.
In caso di pari punti, ricordiamolo, andrebbe in Champions League sempre la squadra di Cesc Fabregas, che ha gli scontri diretti a favore contro la Juventus. Insomma, considerato che si gioca Roma-Pisa, una gara che difficilmente i giallorossi non vinceranno, e che il Como ospiterà la capolista Inter, in piena lotta per il titolo, la Juve è obbligata a vincere contro la formazione di Palladino per alzare la media punti e continuare a coltivare il sogno del quarto posto, che salverebbe tante cose di questa stagione difficile, la più complicata degli ultimi sei anni.
La Vecchia Signora arriverà alla gara di Bergamo senza alcuni giocatori importanti, su tutti il “bomber” McKennie, ma non ci sarà nemmeno l’ormai portiere titolare Perin e Dusan Vlahovic (per l’annuncio del suo rinnovo non ci sono segnali imminenti), sul quale erano riposte le speranze realizzative del finale di stagione. In più, invece, ci potrebbe essere uno Spalletti fresco di rinnovo fino al 2028. Il dado ormai è tratto e tutto quel che doveva essere fatto è stato fatto: il tecnico di Certaldo rimarrà sulla panchina bianconera e l’annuncio imminente fermerà una volta per tutte voci e domande che ormai rappresentano un refrain anche fastidioso per il diretto interessato e per tutto l’ambiente.
È chiaro che il prolungamento di contratto avrà meramente un effetto mediatico, poiché all’interno i ragazzi sanno già da tempo che la loro guida rimarrà anche per la prossima stagione. E questo però non ha cambiato il canovaccio delle loro partite, nemmeno contro il Genoa: questa Juventus è capace di tutto, ovvero di fare un primo tempo meritevole di 4-5 gol e poi di commettere nella ripresa una serie infinita di errori banali, che si vedono ciclicamente ormai da anni.
Non è un caso che dopo la gara contro il Grifone, Spalletti si sia sfogato ammettendo di non sapere quale sia il domani di una squadra che fa un passo avanti e poi ne fa un altro indietro, come se non imparasse dai propri errori e sia incapace di trovare continuità e forza dalle cose buone che fa. Purtroppo, sarà così fino alla fine, di conseguenza per centrare l’obiettivo sportivo (che è poi anche un obiettivo finanziario) del quarto posto, bisognerà armarsi di speranza, sia per le prestazioni della Juve che per quelle della concorrenza.
Poi ci sarà la tanto attesa svolta, che molti categorizzano come “instant team”. In realtà, Spalletti non chiede 11 vecchiacci cui far fare una stagione e via, bensì innesti mirati che innalzino la quota di caratura internazionale ed esperienza. Un perfetto compromesso tra quelli che vogliono i giovani a prescindere e quelli che invece sponsorizzano davvero l’instant team. Per accontentarlo servirà l’appeal sportivo ed economico delle grandi squadre. Insomma, da qui alla fine del campionato bisognerà ottenere il massimo dal campo, ma al contempo la proprietà dovrà fare la sua parte per mandare un segnale forte alla concorrenza in Italia e all’estero: ci siamo stancati di fare solo da comparsa!






